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domenica 29 novembre 2015

Maledizioni e Le Leggende Metropolitane Sui Videogame

Spesso i videogame sono stati oggetto non solo di leggende metropolitane ma anche di critiche derivate da eventuali effetti collaterali.
Gli studiosi sono partiti nella loro analisi da un caso di “epilessia da Nintendo” che ha riguardato i Nes, a metà anni Ottanta, quando una ragazza di 13 anni che aveva già una predisposizione alla malattia sviluppò delle convulsioni(dopo aver giocato ininterrottamente per tre ore).
Basta qualche altro caso epilettico negli anni 80 per fare scattare l’allarme.
Un altro caso famoso fu quello di Tempest, uscito nel 1981, che pare provocasse attacchi epilettici e vertigini.
Vediamo alcune delle più famose leggende metropolitane (macabre) che hanno tempestato alcuni videogame.
Alcuni, come Polybius e Killswitch, pure di dubbia esistenza.
Altri forse creati ad "hoc" come The Theater.


BERZERK (1980)
Berzerk, uno sparatutto della Stern Electronics con tanto di sintesi vocale usata per le voci dei robot, si guadagnò la fama di gioco maledetto.
L'obbiettivo del gioco è sopravvivere ad una lunga serie di labirinti popolata da robot con tanto di laser.
Nel gennaio del 1981 il diciannovenne Jeff Dailey morì di infarto dopo aver completato il gioco raggiungendo la cifra record di 16.660 punti; la stessa sorte toccò l'anno successivo al diciottenne Peter Burkowski, subito dopo essere riuscito ad entrare nella top-ten dei punteggi più alti.



POLYBIUS (1981)
Avendo già scritto in passato del videogame maledetto per antonomasia, ovvero Polybius, faccio una descrizione veloce (il resto potete approfondirlo appunto nell'articolo dedicato).
Il gioco si "diffuse" nel 1981 a Portland.
Le virgolette sono d'obbligo visto che a tutt'oggi non si sa se effettivamente sia mai esistito.
Il gioco, a quanto si tramanda, provocava allucinazioni ed attacchi epilettici.
Invano negli anni a venire alcuni giornalisti cercarono di fare luce sulla questione: a parte i racconti verbali non vi erano e non vi sono prove concrete della sua esistenza.
Anzi, secondo alcuni cronisti sarebbe una leggenda.
Del resto Polybius è infatti il nome di uno storico greco antico, Polibio, noto per le sue affermazioni sul fatto che gli storici non dovrebbero mai narrare avvenimenti che non possano essere verificati con fonti e testimonianze.



KILLSWITCH (1989)
Killswitch, titolo che la leggenda vuole essere stato prodotto in tiratura limitata (5000 esemplari) dalla softwarehouse sovietica Karvina Corporation.
Uscì in primavera.
Il gioco sarebbe un puzzle e platform atipico in bianco e nero con elementi da survival horror nel quale l'utente poteva scegliere di impersonare due personaggi differenti, vale a dire la giovane Porto e l'entità demoniaca chiamata Ghast.
Quest'ultima però era praticamente ingiocabile in quanto era invisibile, e diventava quindi difficile da manovrare nei vari quadri, ambientati in una miniera di carbone dell'est Europa colpita da un evento inspiegabile e dunque invasa da zombi.
Inoltre secondo il racconto, il videogioco non poteva essere copiato e poteva essere finito solo una volta, visto che nell'ottica dell'azienda produttrice di voler fornire all'utenza un'esperienza di gioco unica e, come la realtà, irripetibile, si cancellava in modo definitivo dopo averlo concluso una prima volta.
Senza tra l'altro riuscire a scoprire tutto sulla trama, visto che a un certo punto, quando la protagonista usciva dalla miniera con in mano una cassetta contenente la spiegazione dei fatti accaduti, lo schermo diventava bianco e il gioco finiva.
Delle pochissime copie in giro per il mondo, l'ultima sarebbe stata acquistata su eBay a metà del 2000 alla cifra di 733.000 dollari da un giapponese di nome Ryuichi Yamamoto.
Come molti altri giocatori di Killswitch, anche l'asiatico era ossessionato dal prodotto e in particolare dalla questione Ghast.
Pare che l'uomo avesse già posseduto il gioco e lo avesse finito una volta nei panni di Porto, e che quindi volesse completarlo nel ruolo del demone.
Con la copia di Killswitch comprata su eBay aveva quindi una seconda e ultima possibilità.
Sul suo canale Youtube la leggenda vuole che Ryuichi Yamamoto riuscì a postare un solo filmato, quello di se stesso in lacrime davanti allo schermo del suo computer.



THE THEATER (1993)
The Theater, esce approssimativamente nel 1993, la cosa curiosa è che non compare il nome di alcun sviluppatore sulla custodia e neppure una descrizione del gioco a retro.
C'è semplicemente un bigliettaio su entrambi i lati della copertina.
Il gioco divenne noto per la sua particolare incapacità di installarsi correttamente.
Il processo d'installazione blocca il computer nel momento in cui il proprietario del gioco raggiunge la schermata dei Termini d'uso.
Un'altra peculiarità strana riguardo questa licenza è che ogniqualvolta dovrebbe essere nominato il nome del team di sviluppo del gioco, viene mostrata semplicemente una linea bianca.
Avviato il gioco appaiono tre bottoni principali da scegliere: "Nuova Partita, Carica, Opzioni".
Selezionando Opzioni il gioco crasha immediatamente.
L'unico tasto funzionante è Nuova Partita tra quelli del menù.
Una volta selezionato quest'ultimo, si ha la visuale in prima persona.
Si è in piedi nell'ingresso vuoto di un cinema, ad eccezione del bigliettaio che si staglia di fronte ad un corridoio buio il quale conduce ovviamente alle sale stesse.
Non c'è nulla da fare in questo quadro, a parte guardare le mal disegnate locandine, per la maggior parte illeggibili.
Una volta che il giocatore si muove in direzione del bigliettaio, una clip sonora di bassa qualità dice "grazie e buona visione" e un box di testo ripete la stessa frase.
Quindi ci si dirige nel corridoio ma lo schermo diventa gradualmente nero e si torna nell'ingresso vuoto a ripetere le stesse azioni di nuovo.
Tutto ciò potrebbe far sembrare questo videogioco un prodotto orrendo, ma in realtà una serie di cose avvengono se si continua a giocare.
Il numero di volte in cui bisogna dare il proprio biglietto al bigliettaio prima che succeda qualcosa di strano non è dato sapere.
Quello che accade, comunque, ha inquietato alcuni giocatori.
La prima stranezza testimoniata è quando il giocatore vede lo schermo dissolversi dopo aver attraversato il corridoio.
Questa volta si può notare che il bigliettaio è completamente assente.
Il giocatore quindi, non avendo alcuna scelta, deve attraversare il corridoio non illuminato.
La clip sonora e la vignetta appaiono ugualmente ma quando ci si inoltra nel corridoio lo schermo non va in dissolvenza.
Diventa completamente nero mentre si cammina sempre più in fondo, ma i passi del giocatore si possono udire finchè si tiene preme il tasto sulla tastiera.
Coloro che affermano di aver usato il gioco originale, rivelano di aver percepito un disagio estremo a camminare nel corridoio, anticipando emotivamente che sarebbe accaduto qualcosa di terribile.
Ad un certo punto, il giocatore è impossibilitato a proseguire oltre.
 Non accade nulla per alcuni minuti finché una strana figura appare, descritta come "il bigliettaio ma con una faccia roteante", e rimane ferma davanti al giocatore.
I giocatori della versione originale confessano di aver sentito il proprio corpo reagire e irrigidirsi e il loro stomaci contrarsi alla vista dell'omino.
Inoltre nel corridoio si aprirebbe il lettore CD del proprio PC.
Poi il giocatore è bruscamente riportato nell'ingresso con tutta la grafica e il comparto audio tornati alla normalità.
Il gioco continua normalmente per un altro paio di "cicli", alcuni dei giocatori dicono
che in questo caso, si può udire una clip musicale diversa, di scarsa qualità, ma la vignetta in fondo allo schermo trasmette messaggi corrotti, che qualunque cosa significhino risultano completamente illeggibili.
A causa della qualità estremamente bassa del suono, ciò che il bigliettaio dice è poco chiaro ma parrebbe che dica "non raggiungerai mai gli altri livelli".
A questo punto lo schermo va nuovamente in dissolvenza e il giocatore viene riportato ancora una volta all'ingresso ma il bigliettaio è assente e il corridoio appare murato da una parete spessa fatta di mattoni. Toccare il muro causa il crash immediato del gioco.
Lo stesso succede entrando nella sala e parlando con lo stesso.
Tutte le copie originali de "The Theater" sono state perdute o distrutte.
Nonostante tutto, la parte più inquietante è il fatto che ognuno dei giocatori che ha avuto modo di provare la versione originale di questo videogioco, asserisce di avere occasionalmente una breve visione dell'Uomo Girandola spuntare all'angolo dei loro occhi..
Non si sa, come detto, se il gioco sia stato creato da qualche softwarehouse (forse la Salida Software) o semplicemente da qualche utente.
Fatto sta che per quanto si legga "1993" il gioco sembra di un 5-6 anni più moderno: completamente in 3D e giochi di luce troppo complessi per l'epoca.



POKEMON VERDE E ROSSO (1996)
Nel 1996 Satoshi Tajiri pubblicò il videogioco Pokémon Verde per Game Boy sotto etichetta Nintendo, assieme a Pokémon Rosso.
Si trattava di due titoli nei quali il giocatore poteva collezionare ed allenare decine di creature di varia natura chiamate Pokémon, per farle combattere con quelle di altri allenatori.
Il successo fu praticamente immediato e ciò portò anche alla creazione di miti sul mondo dei due videogiochi. È proprio ai due titoli sopra citati che è per esempio legata una delle più famose leggende metropolitane del mondo dei videogame, vale a dire quella della "Sindrome di Lavandonia".
Lavandonia è una città del mondo dei Pokémon.
La città è una delle poche della regione ad essere sprovvista di una palestra, ed è famosa perché ospita un edificio di sette piani adibito a cimitero, dove giacciono i Pokémon deceduti che però non trovano pace visto che i loro spiriti infestano le aree del complesso.
Questa cittadina virtuale, come detto poco sopra, ha dato origine a una delle più note leggende urbane del mondo dei videogiochi, la Sindrome di Lavandonia.
Secondo il racconto, infatti, una bizzarra serie di casi clinici e di morti che avrebbero coinvolto circa duecento bambini di età compresa tra i 7 e i 12 anni in tutto il Giappone, sarebbero da ricollegarsi alle prime release originali giapponesi dei giochi Pokémon Rosso e Verde (che per il mercato occidentale divenne poi Pokèmon Blu).
I sintomi erano mal di testa e forti emicranie, sanguinamenti da occhi e orecchie, sbalzi d'umore improvvisi e irascibilità.
Ed ancora, dipendenza dal gioco e tendenze suicide.
Questi sintomi pare colpissero i giovani utenti che nel corso dell'avventura arrivavano a Lavandonia, e che nella maggior parte dei casi indossavano delle cuffie o degli auricolari.
Sarebbe stata l'inquietante musica di sottofondo a causare disagi ai ragazzini, in quanto si dice che avendo un udito più sensibile rispetto agli adulti, fosse per loro più facile sentire gli elevati picchi di frequenza dei suoni. Si dice che nel tentativo di creare un luogo diverso dal solito, molto particolare e capace di lasciare un segno indelebile nella mente degli utenti, gli sviluppatori avessero manipolato il sonoro, sfruttando i cosiddetti battiti binaurali per cercare di condizionare la mente dei soggetti più sensibili allo scopo di suscitare in loro determinate reazioni emotive.
Ovviamente il team di sviluppo non aveva tenuto conto dei terribili effetti collaterali descritti poco sopra. Tant'è che corse ai ripari eliminando la musica incriminata dalle successive release, comprese quelle occidentali.
Le prime notizie sugli effetti di questa sindrome risalirebbero all'estate del 1996, anche se sono diventate note qualche anno dopo, quando Satou Harue, una presunta dipendente del team di sviluppo Game Freak Inc., avrebbe fatto trapelare alcune informazioni sulla Rete. In particolare venne "pubblicato" un documento contenente i risultati di una presunta inchiesta interna nella quale venivano descritti diversi casi riguardanti bambini che avevano manifestato gravi problemi di salute dopo aver giocato a Pokémon Rosso o Verde.
Fra i dati contenuti nella ricerca anche molti referti medici che, come accennato prima, descrivevano nel dettaglio casi d'insonia, emicrania, irritabilità, dipendenza dal gioco, sanguinamenti dal naso, episodi di autolesionismo e di aggressività nei confronti di altri soggetti.
Secondo la leggenda perfino il figlio di Satou Harue sarebbe stato vittima della sindrome, e Shin Nakamura, marito della dipendente di Game Freak, si sarebbe impiccato per il dolore causato dalla perdita del piccolo.
I sintomi della sindrome pare fossero correlati anche a fenomeni visivi divenuti poi noti come White Hand Sprite, Ghost Animation e Buried Alive Model.
La prima, conosciuta anche col nome di WhitHand.gif, era una creatura nel gioco raffigurata sotto forma di una scheletrica mano bianca con brandelli di carne che le si staccavano dalle ossa.
Il "mostro" sarebbe formato da pochi frame, molti sarebbero mancanti: c'è l'immagine del verso, la mano ferma e due attacchi chiamati rispettivamente Pugno e Brutalità.
Guardarla in movimento provocherebbe stati d'ansia, spasmi e crisi epilettiche.
Altra "immagine" coinvolta nel fenomeno sarebbe la Ghost Animation, codificata come Haunting.swf e conosciuta anche come immagine #731.
Questa figura, realizzata partendo dal modello normale del fantasma della Torre di Lavandonia, si dice fosse stata concepita per essere dislocata in diversi punti dell'area.
Ad ogni modo, la peculiarità di questo personaggio starebbe nel fatto che nei suoi fotogrammi ci sarebbero delle immagini anomale e inquietanti: un'autopsia, diversi cadaveri ma soprattutto evidenti riferimenti alla terribile Unità 731 e al criminale di guerra Shiro Ishii.
Quest'ultimo è stato un medico a capo di un programma di ricerche per la creazione di armi biologiche.
Il suo obiettivo principale era quello di sviluppare delle armi di distruzione di massa, sfruttando per la sperimentazione i laboratori e i prigionieri nei campi di sterminio costruiti dai giapponesi e disseminati nelle zone dell'Asia orientale.
Altrettanto inquietante è la figura del modello Buried Alive, personaggio che alcune voci di corridoio dicono fosse stato pensato inizialmente dagli sviluppatori per essere il boss principale della Torre Pokémon. Disegnato con le sembianze di un cadavere umano in decomposizione che tenta di strisciare fuori dalla terra, una volta incrociato si dice che generasse una strana conversazione con il personaggio gestito dall'utente, conclusa dall'inquietante frase "sono in trappola e mi sento solo. Molto solo. Vuoi venire con me?".
Un attimo dopo sarebbe iniziato lo scontro: se fosse stato vinto dal videogiocatore non avrebbe portato a nulla di particolare, forse un blocco temporaneo della cartuccia o un normale ritorno alla fase esplorativa; viceversa, subito dopo una serie di frasi, molte delle quali apparentemente senza senso, proferite dal nemico, sarebbe apparsa una schermata di Game Over sull'immagine del Buried Alive che divorava il personaggio gestito dal giocatore e lo trascinava con sé.
Pare poi che in maniera del tutto autonoma il gioco avrebbe poi scaricato dalla cartuccia l'immagine del modello nella memoria interna del Game Boy, che avrebbe quindi sovrascritto quella normale di inizio gioco. Inoltre sarebbe cambiata anche la musica di sottofondo, grazie a un fantomatico file di nome staticmesh.wav che sarebbe andato a sua volta a sostituire quello originale.



DEUS EX (2000)
Durante la progettazione di Deus Ex, un videogioco di fantascienza ambientato in una New York post apocalittica (sparatutto in prima persona), lo sviluppatore Warren Spector non inserì le Torri Gemelle fra gli altri grattacieli che costituivano il panorama della città e spiegò che ciò era dovuto ad un attacco terroristico.
La cosa inquietante è che appunto l'attentato, quello reale, avvenne 1 anno dopo.
Quando l'11 settembre del 2001 la Grande Mela venne sconvolta dai terribili attentati alle due torri, questo aspetto del gioco di Eidos tornò alla ribalta come una sorta di tragica premonizione.
Anche perché poi in Deux Ex, New York City era tra l'altro vittima di un grande attacco terroristico come detto, come lo sarebbe stato, nella realtà.
Qualcuno arrivò perfino a insinuare, follemente, che gli sviluppatori del gioco sapessero già in anticipo degli attentati.



MORROWLAND (2002)
Morrowind, considerato da molti il migliore della serie “The Elder Scrolls”, è un gioco di ruolo della Bethesda Softworks.
Esisterebbe una mod del gioco molto particolare e anche dannosa.
Le mod sono modifiche estetiche e funzionali di un gioco.
Essendo appunto "modifiche" non si tratta di una leggenda metropolitana che colpì direttamente il gioco in questione ma visto che è molto sinistra come cosa, la riporto lo stesso.
Di mod di questo gioco ne esistevano diverse.
Una in particolare una volta installata corrompeva la partita e tutti i salvataggi.
Qualche volenteroso giocatore provo ad eseguire la mod tramite DOSbox, riuscendo a farla partire.
Dopo aver iniziato a giocare, scopre che tutti i personaggi principali sono morti, mentre i cittadini escono dalle case solamente di notte.
Inoltre, il giocatore viene seguito da un misterioso personaggio, con sembianze strane.
Nella mappa è disponibile anche un nuovo dungeon, che contiene una stanza chiamata “la sala dei ritratti” dove il giocatore trova le foto contenute nella propria cartella Windows ed una porta che sembra non sia mai stata aperta da nessuno.
Molti affermano che la mod abbia un brutto effetto per chi la prova, tipo allucinazioni.
La mod si chiama Jvk1166z.esp.



GRAND THEFT AUTO: SAN ANDREAS (2005)
Una leggenda metropolitana che riguardo questo videogioco è quella dell'Epsilonismo, ovvero la religione presente nel mondo di GTA San Andreas.
Secondo la leggenda, attenendosi ai princìpi, noti, di questa religione, si arriverebbe a incontrare il fantomatico dio venerato dagli epsilonisti, detto Kifflom.
Per fare ciò, si dovrebbe seguire un preciso percorso, definito Epsilon Program, che prevede svariate azioni da compiere, comportamenti da tenere e persino abiti da indossare.
Alla fine di tale percorso, ci si troverebbe appunto faccia a faccia con Kifflom, che, sempre secondo le storie, assegnerebbe al giocatore una o più missioni aggiuntive, in cui si interverrebbe sulla fossa comune a El Castillo del Diablo, noto Easter egg del videogioco.
Questa leggenda non è mai stata ufficialmente smentita dalla Rockstar Games, che, anzi, l'ha alimentata creando un sito web interamente dedicato all'Epsilonismo, che espone comandamenti e princìpi della setta.
Il sito contiene anche presunte testimonianze di epsilonisti e un indirizzo  cui i nuovi fedeli sarebbero tenuti a inviare denaro, che rimanda alle isole Cayman.



FALLOUT 3 (2008)
Fallout 3, esce nel 2008 ed è ambientato nel 2277, ci viene detto ogni tanto cosa è successo nel passato del gioco (il nostro futuro) dalle trasmissioni radio del gioco, incluso il giorno quando la regina d’Inghilterra morirà e l’anno quando Britney Spears vincerà un Oscar.
Le stazioni radio trasmettono codici numerici e non solo (alfa, beta, charlie, etc)
Ma una delle trasmissioni radio è inquietante.
Fallout 3, rilasciato un intero anno prima della morte di Gary Coleman, la ha predetta.
Un’altra trasmissione ha predetto la catastrofe petrolifera della Deepwater nel 2010.


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