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sabato 2 luglio 2016

La Storia Di Jon Lech Johansen: Il DRM, Il DMCA e Il DeCSS

Con il termine DRM (gestione dei diritti digitali), a fine anni 90 s'intendeva tutte le misure tecnologiche adottate dai titolari di diritti d’autore per rendere protetti, identificabili e tracciabili tutti gli usi in rete di materiali adeguatamente “marchiati”.
Il tutto grazie al Wipo Copyright Treaty (WCT) del 1996.
In poche parole questo sistema permette di limitare l'uso dei contenuti digitali in rete.
In pratica, ogni negozio di musica online, per poter vendere ai suoi clienti canzoni in formato digitale (Mp3), doveva accettare le condizioni imposte dai detentori dei diritti d’autore (le case discografiche) distribuendo Mp3 protetti da DRM.
Ogni negozio virtuale adottava un proprio sistema DRM, rendendo impossibile l’interoperabilità tra lettori digitali e files mp3 provenienti da diverse fonti.
Cioè un dato mp3 di Apple poteva essere ascoltato solo con un lettore Apple.

“Se i DRM venissero rimossi, l’industria musicale potrebbe sperimentare l’arrivo di nuove società pronte ad investire in nuovi e innovativi negozi e player. Questo può essere visto dalle società musicali solo come un fatto positivo”

Il Digital Millenium Copyright Act venne promulgato invece nel 1998 negli Stati Uniti dall’amministrazione Bill Clinton.
Esso puniva con sanzioni fino a 500.000$ e 5 anni di reclusione (moltiplicato per il numero di illeciti) ogni accorgimento in grado di eludere i dispositivi tecnologici di protezione posti a difesa di informazioni coperte da copyright.
Alcuni esempi di dispositivi tecnologici di protezione sono: crittografia e Watermark.
Nell'idea generale c'era quello di vietare tutti i prodotti, tecnologie e servizi che consentono di eludere le protezioni ed abilitare la copia delle informazioni protette.
Inoltre, a copyright scaduto, tali protezioni rimangono attive, così come il divieto alla loro rimozione. Il risultato era l’estensione a tempo infinito del copyright.
L’industria dell’informazione utilizzava il DMCA come deterrente per scoraggiare le copie illegali andando di fatto a ridurre la libertà di espressione dei consumatori.
Casi eloquenti di applicazione del DMCA: l'utilizzo del DeCSS.
Jon Lech Johansen, meglio noto come "DVD Jon", divenne famoso per essere riuscito a scardinare i sistemi di protezione anticopia dei DVD.
L'arma del delitto fu il DeCSS un software per computer capace di decrittare il contenuto di un DVD video usando il Content-Scrambling System (CSS), programmato in C.

"Tecnicamente DeCSS non violava il CSS. Rompere un cripto algoritmo richiede la scoperta e/o l'utilizzo di un metodo che è più veloce di un attacco brute force. DeCSS semplicemente implementava CSS nello stesso modo di un normale lettore DVD.
CSS fu ad ogni modo violato da Frank Andrew Stevenson"

Venne realizzato nell'ottobre del 1999 da 3 persone: il citato Jon Lech Johansen e altre due rimaste nell'anonimato (un tedesco ed un olandese).
Jon faceva parte dei MoRE (Masters Of Reverse Engineering), gruppo Hacker dedito alla decompilazione di software: cioè risalivano al codice sorgente e alle istruzioni per capire come i programmi funzionassero.
L'intento era ovviamente quello di capire come funzionasse il CSS dei DVD.
Johansen aveva 15 anni quando la polizia norvegese fece irruzione in casa sua e sequestrò il suo computer e i suoi DVD
Per le forze dell'ordine si parlò di "una rete criminale internazionale".
Probabilmente il CSS fu violato da un Hacker tedesco, c'erano inoltre altri gruppi che stavano lavorando su ciò: i russi DoD, i Drink Or Die e lo scozzese Frank Stevenson.
Furono i DoD a craccare il CSS con il DVD Speed Ripper, invece i MoRE di Johansen avevano solo creato il DeCSS (che permetteva di guardarsi i DVD leggendoli dall'Hard Disk).
In occasione della sua prima comparsa dinanzi al giudice il ragazzo si professò innocente dall'accusa di aver violato le leggi sul crimine informatico.
Il giovane si difese dicendo di aver soltanto messo insieme porzioni di codice trovati altrove e inviategli da altri via internet.
La prima udienza del processo di appello contro DVD Jon venne fissata il 2 dicembre 2002.
La giuria ha riconosciuto lecito l'intento di Jon: usare Linux per gustarsi i DVD regolarmente acquistati, senza essere costretto a installare Windows per utilizzare i programmi benedetti dalle major, non rilasciati su altre piattaforme.
Del resto, DeCSS non era atto a effettuare o facilitare la duplicazione dei DVD, ma serviva esclusivamente alla loro riproduzione.

"DeCSS venne programmato per permetterci di vedere i DVD nel modo in cui volevamo. 
Non mi piace essere costretto ad utilizzare un sistema operativo specifico o un lettore specifico per guardare i film (o ascoltare musica). 
Né mi piace essere costretto a guardare la pubblicità. 
Quando il tuo lettore DVD ti dice "Questa operazione non è consentita" quando provi a saltare la pubblicità, diventa alquanto ovvio che DRM sta davvero per Gestione delle Restrizioni Digitali"

In definitiva la difesa puntualizzò che il lavoro di Johansen non aveva infranto nessuna legge: aveva utilizzato DVD regolarmente acquistati, per ottenerne una copia privata.
Il verdetto di innocenza fu pronunciato il 7 gennaio 2003.
Dopo questo verdetto, a disposizione dell'accusa c'erano ancora due livelli di appello.
La causa fu riaperta il 5 marzo; il nuovo processo partì ad Oslo il 2 dicembre e Johansen fu nuovamente dichiarato innocente il 22 dicembre.

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