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lunedì 7 settembre 2015

Ashley Madison Pieno Di Bot Femminili?

Dopo che Ashley Madison è stato hackerato le polemiche (di moralisti e non solo) non si placano.
Pare che “quasi nessuna delle donne nel database di Ashley Madison ha mai utilizzato il sito”.
Questa è la sentenza a seguito di una ricerca condotta da Annalee Newitz, giornalista della testata che intendeva dimostrare come il sito di incontri più chiacchierato dell’anno fosse in realtà solo uno specchietto per le allodole, un modo per alimentare la fantasia degli uomini ma senza mai andare sino in fondo.
In realtà questo giochetto è vecchio come il mondo.
Tinder ne è pieno di profili fake quindi bot, così come altri siti addirittura a pagamento.
Quasi sempre i bot riproducono il gentil sesso perchè gli utilizzatori maschi (reali) di questi servizi (chat comprese) è sicuramente di più.
E del resto la creazione di un sistema di questo tipo risale ai primi anni del 2000 quando i social network non esistevano ancora e si chattava su IRC (anche lì stanze e canali pullulavano di Bot spam, oltre a quelli "buoni" che amministravano gli stessi).
Tornando ad Ashley Madison, il sito è intervenuto con un comunicato in cui considerava impossibile determinare quanti utenti registrati fossero davvero attivi sul sito, visto che l’informazione non è ricavabile dai dati rubati dagli hacker dell’Impact Team.
E del resto una serie di nomi e cognomi non possono svelare se dietro i profili delle donne ci fossero in realtà uomini intenti a divertirsi, bot automatici o addirittura il personale che gestisce Ashley.
Ma se cambia poco dal punto di vista etico circa il fatto che dall’altra parte dello schermo vi fossero software automatizzati o persone in carne ed ossa, quello che cambia è il fine che avrebbe spinto Ashley Madison a puntare forte sulla creazione di profili fake.

“L’esercito robotico femminile di Ashely Madison sembrava ben preparato ad effettuare una sorta di frode sofisticata, deliberata e a scopo lucrativo qualunque fosse il numero di vere donne pronte a chattare, è chiaro che l’azienda avesse un disperato bisogno di creare una legione pronta ad interagire con gli uomini sul portale”.

In realtà dai dati rubati non trapelerebbe la somma degli utilizzatori del servizio ma la mole di conversazioni intrattenute da un software.
All’interno del database sottratto sono presenti delle righe di codice che si riferirebbero proprio alle azioni dei bot, indicate come “bc_chat_last_time,” “reply_email_last_time” e “or bc_email_last_time” che racchiuderebbero il totale numerico dei contatti effettuati con i reali utenti.
Il risultato? Oltre 20 milioni gli uomini avvicinati dai bot, solo 1.492 le donne.
È l’evidenza che l’intento dei fondatori fosse ingaggiare la maggior parte del pubblico maschile.
Pare inoltre che Ashley Madison assegnava ad un iscritto il valore “1” se riguardava un personaggio fake, inventato per l’occasione.
Alla fine sono stati rilevati ben 70.529 bot femminili dei 70.572 profili di quel genere registrati ed appena 43 bot maschi.
Cioè erano solo 43 le donne “vere”?
Così sembrerebbe, chiaro che i bot esistono su quasi tutti i siti analoghi ma risultati del genere sembrerebbero davvero fuori dal mondo.
Ad ogni modo c'è già chi è pronto a farne una serie TV chiamata "Thank You, Ashley Madison".

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