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sabato 1 febbraio 2014

Cos'è La Truffa Di Valentin (Scam)

La truffa di Valentin è un raggiro informatico diffusasi a fine anni 90(nel novembre del 1999) da uno spammer russo residente a Kaluga che si presentava col nome Valentin Mikhaylin (poi cambiato in Valentin Mikhailyn, Walentin Mihailin e simili).
Questa truffa rientra nel genere delle Truffe Nigeriane


COME FUNZIONAVA IL RAGGIRO
Tramite la tecnica dello spam venivano inviate migliaia di e-mail che presentano una storia dolorosa: Valentin afferma di essere molto povero, di avere una madre (di nome Elena) malata e di non riuscire a sopportare il terribile inverno russo, per cui chiede dei soldi da inviare ad un indirizzo privato, o l'invio di CD musicali per poterli scambiare con denaro.
Bisogna intanto premettere che in Russia non esiste nessuna casa priva di riscaldamento dato che è diffuso un sistema di riscaldamento centralizzato a livello di quartiere: questa metodologia, unita all'abbondanza di gas naturale e petrolio del paese, consente di fornire alle abitazioni il riscaldamento invernale ad una cifra che si aggira sui 10-15 dollari a stagione.
A Kaluga, come si può facilmente verificare presso un qualunque sito Internet di meteorologia, l'inverno non è affatto gelido come lo dipinge Valentin.
Già soffermandosi attentamente su questi due aspetti si poteva notare lo stile iperbolico dello spammer, volto ad impietosire il pubblico occidentale al fine di ottenere illecitamente denaro.
Come detto, lo scopo di Valentin era commuovere gli internauti; chi abbocca riceve una risposta nella quale la richiesta di aiuto, inizialmente sotto forma di viveri e coperte, diventa una richiesta di denaro da inoltrare tramite Western Union o simili (perché è più efficace e in Russia si compra meglio, dice lui).


VALENTIN A 11 ANNI
Incredibile la variante che mandò quando aveva 11 anni(!!!) a 1700 indirizzi europei, firmandosi come un ufficiale militare: "noi, ufficiali di Kozelsk, abbiamo deciso di far esplodere missili nucleari nei grandi centri politici, militari e industriali dell'Europa occidentale perché siamo stanchi di vedere che i nostri figli si suicidano, che le nostre madri e i nostri padri muoiono di fame".
L'appello provocò la comprensibile reazione delle ambasciate di Stati Uniti e Austria.
Intervenne il Ministero degli Interni russo e la cosa sfociò in un processo e in una perizia psichiatrica (risultò che era sano di mente).
Il processo si concluse con un'amnistia perché Valentin era minorenne all'epoca dei fatti.


WALENTIN
Nel 2006 Valentin tornò in azione, stavolta con il nome di "Walentin", con truffe basate sullo stesso meccanismo: il motivo del cambio del nome è da ricercare nella sua intenzione di non farsi trovare nelle ricerche compiute su Google dagli utenti insospettiti dai suoi messaggi.


"L'AMICA" DI VALENTIN: ELENA
Nel 2007 ulteriore cambio di identità: l'appello rimane nella sostanza identico ma cambia la firma che diventa Ms.Elena (proprio come la madre di Valentin) Galitsina e l'indirizzo viene modificato nella via ma non nella città.
Dunque come mittente "Elena" (elenag@eposta.ru o elenafed@eposta.ru o altri indirizzi), come già avvenuto nel 2007, e l'indirizzo è sempre di Kaluga, ma con una via differente da quella di Valentin: "Ulica Kirova 25-54".
Stavolta c'è una novità: l'appello contiene un link a una foto di "Elena", dove però non c'è nulla.

Hi,
My name is Elena, I am 31 year and I live in Russian province. I work in
library and I use computer after work when it possible.
I finded your address in internet and I decided to write you this letter.
I have 7-year daughter Angelina, her father abandoned us and we live with
my mother.
Due to the financial crisis in our country my mother lost job and our
situation became very difficult.
The prices for gas is very high in our region and we cannot use it to heat
our home anymore.
The winter is coming and weather become colder each day. We worry if the
temperature will below 0 degrees in our home, we will not be able to
survive.
For heating our home during winter we need portable stove which give heat
from burning wood. We have many wood in our region, but we cannot buy the
stove in local market because it costs equivalent of 193 Euros and very
expensive for us.
If you have any old portable stove and you don't use it anymore, we will
be very happy if you can donate it to us and organize transport of its to
our address.
We are located 200km from Moscow. This ovens are different, they made from
cast iron and weight about 100kg.
I downloaded our picture to free website and you can see it at:
http://elenaga.nextmail.ru/ourpicture.jpg
It is not of very good quality, but it will give you idea how we look.
I pray for your help.
Elena.


ELENA CON LA MIA FAMIGLIA
Nel 2009 la firma dell'appello diventa "Elena with my family" e la richiesta (ad un primo approccio) non fa più riferimento al trasferimento di denaro ma all'invio di una stufa.
Si tratta probabilmente di un sistema per garantire un maggior numero di contatti tramite e-mail e che si tramuta poi in una richiesta di denaro.


LE INCONGRUENZE
Le mail di Valentin, se analizzate nel corso della loro evoluzione, erano (e sono) contraddittorie: inizialmente si presentò come professore ed in seguito come studente di biologia.
Questo perché egli aveva notato che la figura del docente, che di norma vive degnamente grazie allo stipendio, non commuoveva come quello dello studente, che appare al grande pubblico più povero e patetico.
Ovviamente Valentin non ha mai provato la veridicità delle sue affermazioni e non ha mai risposto alla richiesta di invio di foto.
Inoltre, rifiutava qualunque cosa oltre a soldi e vestiti, inclusi oggetti potenzialmente utili per la madre malata come dei potenti farmaci.
Lo scambio di dischi musicali russi con dischi occidentali generava più di un sospetto, visto che la povertà gli avrebbe comunque dovuto rendere difficile comprare CD locali.
A seguito delle segnalazioni di numerosi utenti, a Valentin vennero chiusi numerosi account su diversi server per invio troppo massiccio di posta elettronica.
Questo indicava che, nonostante la povertà sbandierata ai quattro venti, Valentin non aveva problemi a trovare mezzi informatici sofisticati ed adeguati allo scopo.
Sempre lo stesso Attivissimo, attraverso una approfondita indagine ed avendo numerosi contatti con il truffatore, arrivò a capire meglio i meccanismi di questa truffa e a scoprire tramite un sito internet russo che Valentin è stato in carcere in seguito ad una condanna per calunnia.
Valentin stesso, dopo la pubblicazione di una prima inchiesta, è diventato aggressivo minacciando denunce, compiendo attacchi informatici e diffamazione nei confronti del giornalista informatico.

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