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martedì 17 dicembre 2013

Cos'è e Come Funziona River (Sky Streaming)

Internet ha indubbiamente avuto un notevole impatto sulla fruizione dei contenuti audio e video: basti pensare alla quantità di traffico generata da portali come YouTube, Netflix o Hulu (soprattutto in USA), tale da rappresentare veri e propri concorrenti per i canali tradizionali.
La nascita di servizi web on demand ha comportato uno spostamento di parte dell'utenza, sempre più propensa a costruire il proprio palinsesto, con un progressivo allontanamento dai tradizionali canali TV. L'Italia è rimasto, per ora, ai margini di questa rivoluzione, anche per via di infrastrutture di rete non esattamente allo stato dell'arte.
A quanto pare le cose sono destinate a cambiare dall'anno prossimo: Sky ha in cantiere River, un nuovo modo di concepire il rapporto tra consumatore e broadcaster.
River si appoggerà completamente alla rete, senza quindi la necessità di un impianto satellitare e non richiederà la sottoscrizione di un abbonamento vero e proprio.
I contenuti saranno proposti sotto forma di pacchetti, sul modello di Now TV, l'offerta online proposta da Sky UK.
Dovrebbe dunque essere possibile acquistare i contenuti secondo differenti modalità: solo una giornata, per poter ad esempio seguire un evento in diretta, oppure un mese per serie TV, film o sport.


RIVOLUZIONE SUL WEB
Questa rivoluzione è quella della tv via internet: non più antenne e parabole a portare cinema o partite di calcio sullo schermo, ma solo la rete.
In Italia se ne parla da anni: da una parte un solo caso di successo (la Fastweb dei primi anni 2000 con la sua offerta per i tempi rivoluzionaria); e, dall'altra, flop o - nel migliore dei casi - esperimenti poco più che irrilevanti se si guardano i numeri. Ora le cose stanno per cambiare davvero.
Dunque, per la prima volta nella sua decennale storia, Sky offrirà contenuti su internet, senza tre delle sue caratteristiche identitarie:

Niente più parabola.
Niente più decoder.
Niente più abbonamento.


OBIETTIVI DI RIVER
Gli obiettivi del progetto River sono due.
1) Aumentare il numero di utenti, che oggi sono circa 4,7 milioni, cercando di raggiungere chi, pur non essendo abbonato, è interessato a singoli contenuti di Sky, magari solo in alcuni momenti dell'anno.
2) Anticipare l'arrivo in Italia (e quindi guadagnare quote di mercato) di Netflix, Hulu, Amazon e di tutte quelle piattaforme di tv online che negli Usa stanno conquistando sempre più utenti a scapito dei broadcaster via cavo e che prossimamente sbarcheranno anche da noi.

Già dallo scorso anno Sky ha un catalogo Online di film, serie tv e programmi vari che è possibile scaricare via internet, attraverso il decoder che con un cavo o via Wi-fi si può collegare alla rete.
Ma per vedere questo catalogo bisogna essere abbonati e avere un dispositivo ad hoc.
Essere abbonati è anche la condizione minima per vedere alcuni contenuti su tablet o smartphone grazie all'app Sky Go che oggi conta oltre 1,7 milioni di utenti.
Il passo che si sta per compiere con River è quindi quello di eliminare questi vincoli.
Sarà infatti possibile vedere un film o una serie tv senza essere abbonati.
Basterà usare una tv connessa a internet o più semplicemente, un computer, un tablet e uno smartphone. Sky, infatti, entro il primo trimestre dei 2014 rilascerà un'app compatibile con i sistemi operativi mobili di Apple e Android, con i televisori "connessi'' dei marchi più importanti e con le principali console di videogiochi che permetterà a chiunque di accedere ai suoi contenuti una tantum (e non per forza con un decoder e una parabola).


MODELLO DI RIFERIMENTO
Il modello di riferimento è quello dei cugini inglesi di BSkyB che nell'estate del 2012 hanno lanciato Now Tv, l'offerta internet della tv britannica di News Corporation.
Scaricata l'app, è possibile acquistare una giornata dei canali sportivi o un mese di serie tv e film (ci sono sia un catalogo sia lo streaming dei cosiddetti canali lineari come Sky Cinema 1, Sky Cinema 2 e così via).
Nella comunicazione dell'offerta inglese vengono stressati due concetti:
1) Non ci sono contratti (al termine del periodo di acquisto si è svincolati da Sky)
2) Il prezzo economico dei pacchetti di contenuti che parte da 9 sterline, poco più di 10 euro.

Così sarà anche in Italia.
Oggi, infatti, l'offerta più bassa di Sky è un abbonamento mensile di 19 euro, escluse le spese di installazione della parabola.
Con il progetto River il costo scenderà molto: la nuova fascia di prezzo partirà da 9 euro.
Per il cinema ci sarà un catalogo dì circa 900 film più otto canali lineari.
I video non si potranno scaricare e non ci sarà l'alta definizione: una risoluzione troppo elevata delle immagini richiederebbe un consumo di banda maggiore e questo limiterebbe la diffusione del contenuti. E poi Sky vuole evitare che il progetto River "cannibalizzi" in poco tempo il parco abbonati, per ora la sua principale fonte di ricavi. Il meccanismo di acquisto sarà molto semplice: si pagherà con carta di credito e tutti i dati che Sky chiederà ai nuovi clienti rimarranno nei loro server per agevolare gli acquisti successivi, quando per farsi riconoscere l'utente dovrà inserire soltanto uno user-name e una password.


PREZZI
Anche i prezzi saranno più bassi, data l'evidente intenzione di espandere la clientela: si partirà da circa 9 Euro, con a disposizione un catalogo di circa 900 film, otto canali, serie TV (al momento non è chiaro quali e in quale quantità) e quasi sicuramente anche una selezione di contenuti sportivi, ma senza il calcio, per problematiche inerenti ai diritti.


COMPATIBILITA' CON ALTRI DISPOSITIVI
La visione sarà, come per Sky Go, in streaming. Per fruire di questo servizio si potranno utilizzare numerosi dispositivi: PC, tablet, smartphone, Smart TV, lettori multimediali o console.
Per quanto non vi siano dichiarazioni ufficiali, al momento, sembra quasi certo che tutti i contenuti saranno trasmessi a risoluzione SD.


CONCORRENTI: INFINITY, NETFLIX, PRIME, HULU
Il progetto River potrebbe spazzare via la concorrenza nel settore della tv via internet che in Italia oggi è ancora piccolo: gli utenti sono 700mila e il leader di mercato è Cubovision di Telecom Italia con 100mila (le tv che sì possono collegare alla rete sono oltre due milioni, quindi in gran parte inutilizzate). Sono numeri molto inferiori a quelli di chi usa la rete per scaricare gratis film o serie tv senza passare dai broadcaster che ne detengono i diritti. Quello a cui punta Sky è conquistare il mercato come fece ìTunes quando si cimentò con i software per il download di musica pirata: un catalogo di alta qualità, costi bassi e facilità di acquisto furono gli ingredienti del successo di Apple.
Sky ci prova sapendo che alcuni numeri e dati di fatto possono essergli favorevoli.
Al momento ci sono infatti circa sei milioni di italiani che da casa sono collegati alla banda larga (la connessione minima per vedere la tv in streaming) ma che non sono abbonati Sky.
Conquistare solo una parte di questi utenti significherebbe far crescere di molto la propria base clienti. Inoltre gli attuali 700mila utenti delle tv via internet in Italia diventeranno circa 5 milioni nel giro di 4-5 anni.
In Inghilterra oggi sono tre milioni e 2,5 milioni se li dividono Netfììx e Amazon; BSkyB ne ha solo 300mila anche se ha lo sport, a differenza dei concorrenti.
Quindi si configura una battaglia sempre più aperta tra diversi competitor sul presidio della rete e sull’offerta di contenuti di qualità.
Prima di Natale, infatti, Mediaset lancerà quella che in molti hanno definito la “Netflix italiana”, facendo il verso all’azienda statunitense.
L’azienda ha intenzione di inaugurare una libreria da oltre 5 mila titoli di film e serie tv, accessibili dai principali dispositivi mobili e da PC.
Netflix, al contrario, è probabilmente la novità più attesa dagli appassionati, che dopo lo sbarco dell’azienda americana in oltre 40 Paesi tra cui l’Olanda e la Svezia, si aspettano anche l’arrivo in Italia. Forte dei suoi 38 milioni di abbonati che pagano circa 8 dollari al mese per accedere a 50 mila titoli, Netflix, che iniziò spedendo per posta dvd con i contenuti richiesti nelle case dei clienti, è stato anche il precursore dell’accesso a un catalogo di serie tv e pellicole al costo di un accesso a prezzo contenuto e bloccato. La chiave di volta è stata soprattutto la distribuzione in blocco di intere stagioni di telefilm, con la possibilità di consumare più episodi liberamente, senza i vincoli temporali di attesa imposti dai palinsesti delle reti tv. Da qui anche il fenomeno del cosiddetto “binge watching”, ovvero del consumo un po’ compulsivo di intere stagioni e più episodi anche in poche ore, secondo esigenze dettate solo dagli impegni personali.
Soprattutto negli Stati Uniti, però, ci sono anche altri servizi a fare concorrenza sia a Netflix sia alla tv tradizionale.
È il caso di Amazon, che con Prime non si occupa più solo di libri, ma distribuisce anche un catalogo con decine di migliaia di film e serie tv.
Da segnalare anche Hulu, che da competitor di YouTube si è trasformato in una piattaforma a pagamento che a 8 dollari al mese offre serie tv e film. E così, prima che le aspettative degli appassionati si trasformino in realtà, e anche questi operatori sbarchino in Italia, ecco arrivare la mossa di Sky.
Che con River non vuol fare altro che giocare d’anticipo, per presidiare il mercato, prima dell’arrivo dei concorrenti.


Altri siti di Film Streaming On Demand:
Come Funziona Infinity(Mediaset Streaming)
Come Funziona Prime(Amazon Streaming)
Come Funziona Cubovision(Telecom Streaming)
Come Funzionano Netflix ed Hulu
Cos'è Chromecast(Google TV)

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