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lunedì 26 novembre 2012

Come Unire Più Video AVI In Uno Solo: Avidemux

Avidemux fornisce una serie di preziosi strumenti per editare video.
È un programma open source, nato in ambiente Linux, gratuito e in continuo miglioramento.
Di applicazioni per il trattamento video ce ne sono parecchie, Avidemux è gratuito, liberamente distribuibile e completo se non si hanno esigenze di livello professionale.
Dalla conversione di un video da un formato all'altro, fino a semplici operazioni di montaggio, sono molteplici i campi di utilizzo del programma.
Per scaricarlo: http://avidemux.softonic.it/download

L'interfaccia è molto scarna e per scoprire tutte le funzioni è necessario un po' di tempo. La lingua italiana comunque aiuta a prendere confidenza con Avidemux. Nella parte bassa della finestra ci sono tutti i controlli per spostarsi lungo il filmato: play, stop, avanzamento di un fotogramma, posizionamento di segnalibri e altro ancora, sono i comandi che permettono di muoversi alla velocità che si preferisce. Sulla sinistra invece ci sono le opzioni per scegliere i codec audio/video ed il formato del file in uscita. Avidemux è compatibile con quasi tutti gli standard più noti.
È però solo attraverso i vari menu che si può accedere alle funzioni più interessanti di Avidemux. Applicare filtri in tempo reale, lavorare sui sottotitoli (compreso il riconoscimento ottico OCR), sono azioni tranquillamente alla portata del programma.
Insomma, una valida alternativa al noto VirtualDub.

Avidemux supporta i seguenti formati
AVI, MJPEG, MPEG-1, MPEG-2, MPEG-4, NuppelVideo, H263+, MOV, 3GP, Ogg Vorbis , DivX, Xvid, VP3, Huffyuv, WMV2, H263, MSMP4V2, SVQ3, RAW, RGB, DV, MP2, MP3, AC3, WMA, MP4, PCM


UNIONE DI PIU' AVI IN UN UNICO FILE
Come già detto in apertura è un software molto completo che permette di fare un pò tutto ma noi ci concentreremo soprattutto su una: l'unione di più video AVI in uno solo.
Può capitare di scaricare un AVI diviso in più parti, bene con questo programma potrete unire in un unico file tutte le parti.


CONSIDERAZIONI PRELIMINARI(IMPORTANTI)
Per prima cosa affichè un AVI venga unito ad un altro è fondamentale che le parti da unire abbiano la stessa velocità(Framerate) e risoluzione(Dimensione).
Se avete queste parti che hanno Framerate e Risoluzione diversa dovrete prima renderle "uguali" e poi procedere con l'unione dei video.
A questo punto, qualora le parti dovessero avere caratteristiche tecniche diverse, vi consiglio di fare la conversione con Any Video Converter(Guida) .
Any Video Converter(gratuito)permette di settare facilmente in output le caratteristiche tecniche(volute) del video che state per convertire.
Se avete un video già nel formato AVI, come formato in uscita rimettete l'AVI ma ovviamente cambiate le caratteristiche di tutte le parti AVI(che vi ricordo: devono essere UGUALI).
Per quanto riguarda la Risoluzione(Dimensione Video) potete scegliere quella che volete(ovviamente dipende anche dalla qualità originaria del video), l'altro parametro importante che dovete rendere uguale(per ogni parte) è il Framerate del Video.
Il Framerate originale di ogni parte di video sarà generalmente compreso tra 25 e 30.
Se avete tanti 25 e qualche 30, convertire tutte le parti con un Framerate di 25.
Se invece avranno un valore di 15 e 20, scegliete uno dei due e così via per tutte le parti del video(che dopo uniremo).
Ovviamente vi sconsiglio assolutamente di variare di molto il Framerate originale di ogni AVI...se vale 15 non convertite tutti con il 30, altrimenti l'AVI(con Avidemux) si unirà ma nella riproduzione Audio potrebbero esserci del problemi.
Insomma rendete tutte le parti uguali ma non variate di molto le caratteristiche originarie di ogni parte.


PROCEDIMENTO CON AVIDEMUX(UNIONE)
Una volta che avete reso tutte le parti da unire uguali, possiamo procedere con Avidemux.
1) File/Open(e scegliete la prima parte del video)
2) File/Append(il secondo video verrà aggiunto alla prima parte che avete aggiunto da Open)
3) File/Append(per la terza parte e così via)
Insomma la prima parte va aperta con Open, tutte le altre vanno aggiunte con Append.
Quando aggiungete le varie parti alla domanda che vi pone fate sempre Yes.

4) Aggiunte tutte le parti fate Save/Save Video
All'ultima domanda(dopo aver fatto Save/Save Video), rispondete No.

Il programma funziona benissimo con gli AVI, un pò meno nell'unione di altri formati, purtroppo.
Quindi vi consiglio di convertire i vari video sempre in AVI(rendendo simili le caratteristiche) e poi unire le varie parti AVI in un unico file.



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Come Tagliare Un Video(Free Video Dub)

Hai un video da cui vuoi togliere qualche secondo/minuto di troppo?
Se vuoi fare questo, e solo questo, Free Video Dub è il programma perfetto.
Infatti Free Video Dub è un semplice software che permette di eliminare parte di un video.
Ti permette di caricare un filmato, selezionare i punti di inizio e fine del taglio, e salvare il nuovo video modificato.
Tutto qui.
Nella finestra principale di Free Video Dub naturalmente puoi vedere un'anteprima del filmato e navigarlo, anche un frame alla volta. la qualità dei file in uscita è identica a quella del file iniziale.
Free Video Dub non codifica nuovamente il video, ma ne elimina brutalmente una porzione.
Supporta i seguenti formati: MPEG1, MPEG2, MPEG4, AVI, MOV, MP4, M4V, MPG, FLV



FUNZIONAMENTO 
1) File d'Input(per selezionare il video da tagliare)
2) Vi uscirà il riquadro del video, con PLAY il player riprodurrà il video
3) Arrivate al secondo da cui volete rimuovere la parte del video e schiacciate sul quadrato(STOP)
4) Fatto ciò schiacciate sulla forbice di sinistra e rischiacciate PLAY, poi STOP di nuovo e forbice di destra
5) Schiaccio sulla X e la parte di video tra le due forbici verrà rimossa
6) Poi Salva Video


ESEMPI
E' un processo solo all'apparenza complesso, classico caso in cui è molto più facile che a farsi che a dirsi.
Seppur processo abbastanza menomino(dopo aver imparato), faccio comunque due esempi:
1) Ad esempio se il mio video dura 3 minuti e voglio tagliare lo spezzone che va dal 30esimo secondo al 48esimo, riproduco il video sino al 30esimo secondo, schiaccio STOP e poi la forbice di sinistra.
Rischiaccio PLAY e riproduco sino al 48esimo secondo, STOP e poi forbice di destra.
Fatto ciò schiaccio sulla X e la parte selezionata dalle forbici verrà tagliata.

2) Se invece m'interessa rimuovere dal primo secondo al primo minuto, riproduco il video sino alla parte che voglio rimuovere, poi STOP e schiaccio direttamente sulla forbice di destra.
Verrà eliminato lo spezzone che va dal primo secondo sino al vostro STOP.

Per scaricarlo: http://free-video-dub.softonic.it/download




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Come Convertire Video Con Any Video Converter (Guida)

Any Video Converter è un programma gratuito che permette di convertire(ad esempio) i video scaricati da Youtube in AVI, DivX, XviD, MOV, rm, rmvb, MPEG, VOB, DVD, WMV, FLV, MP4, MKV, 3GP, DVD, WebM.
Il programma unisce classiche funzioni per la conversione video e audio a strumenti per il video editing, la cattura video da internet e masterizzazione, il tutto con una interfaccia semplice adatta a qualsiasi tipo di utente dall'utente esperto al neofita.
Any Video Converter permette di convertire un video per ipad oppure convertire un video per iphone in maniera davvero semplice, con una buona velocità di conversione e un'eccellente resa video.
È sufficiente selezionare uno o più file multimediali da una cartella e scegliere il formato di destinazione da una lista preimpostata che contiene l'elenco dei formati disponibili.
Ovviamente è possibile anche modificare manualmente le impostazioni di base consentendo di ottenere un output video completamente personalizzato.
Il software incorpora anche un mini player multimediale per avere una preview del file oppure per applicare ritagli ed effetti al video prima della conversione.


CONVERSIONE DI VIDEO
Per scaricarloAny Video Converter Free (Download)
1) Aggiungi Video(potete aggiungerne anche più di uno)
2) Scegliere il formato(se volete che venga convertito in un altro formato Video, Android, IPhone o se volete estrapolare solo l'Audio, etc)
3) Settare le caratteristiche del Video(Dimensione, Bitrate, Framerate, etc)o dell'Audio(Bitrate)
A questo proposito se avete l'esigenza di rendere i video tutti uguali per poi unirli, dovete scegliere come caratteristiche di uscita sempre le stesse per ogni video o spezzone di video.
Tipo per Framerate sempre 25 (o 30, a seconda dei video predominanti), idem per quanto riguarda la risoluzione, il Bitrate, etc (altrimenti non potrete unirli)
4) Fatto ciò schiacciare su Converti

Potrete anche sfruttare altre caratteristiche del software: ovvero, come già detto, anche estrapolare l'audio da un video (basta variare il formato di output/uscita e scegliere Mp3).




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giovedì 22 novembre 2012

Come Testare la RAM: Memtest

Spesso quando si lavoro molto al pc, può capitare di avere malfunzionamenti improvvisi.
Ovvero riavvi oppure schermate blu, prima di perdere la pazienza e di formattare vi consiglio di controllare che il pc non abbia un problema hardware ovvero di RAM.
Fa al caso nostro un piccolo programma freeware chiamato MEMTEST.
Se la RAM è parzialmente danneggiata il computer può funzionare bene per delle ore e poi bloccarsi completamente, oppure funzionare solo per pochi minuti, tutto questo in modo del tutto casuale in quanto dipende dal momento in cui i settori danneggiati della RAM vengono utilizzati.
Per testare la RAM possiamo utilizzare MemTest86+, un programma di diagnostica completamente gratuito che attraverso dei test è in grado di evidenziare gli eventuali problemi della nostra RAM. Per testare in maniera approfondita la RAM è consigliabile non eseguire Memtest da Windows, ma bisogna lanciarlo prima che il sistema operativo si carichi.


AVVIARE MEMTEST DA UN CD/DVD
Creare un CD/DVD di avvio che si carica prima del sistema operativo ed esegue Memtest.
Scaricate Memtest86+ Bootable ISO, ed estraete il file memtest.iso dal file compresso.
A questo punto vi basta masterizzare il file immagine per creare un cd d’avvio, vi consiglio di utilizzare un CD riscrivibile, è un peccato sprecare un CD per un programma che non occupa nemmeno 2 Mb.
A masterizzazione conclusa riavviate il PC lasciando il CD inserito, all’avvio dovrebbe essere riconosciuto e Memtest dovrebbe partire in automatico, se non è così dovete modificare la sequenza di Boot all’interno del BIOS.


COME UTILIZZARE MEMTEST
Memtest partirà automaticamente e vedrete una strana schermata piena di numeri.
Esso eseguirà una serie di test, anzi, dei cicli di test, che hanno lo scopo di stressare la vostra RAM per vedere se tutto funziona bene.
Lasciatelo lavorare il più possibile, almeno un paio d’ore, in questo modo riuscirà a fare più cicli di test e avrete più probabilità che venga trovato il problema, ammesso che esista.
Dopo un paio d’ore tornate a guardare la schermata e concentratevi sui tre valori che nell’immagine precedente vedete evidenziati da tre frecce verdi. Il campo Pass indica il numero di cicli nei quali non sono avvenuti errori, i campi Errors e ECC Errs indicano il numero di eventuali errori rilevati.
Come avrete già capito se il numero di errori sarà zero, la vostra RAM molto probabilmente gode di buona salute, mentre se sono segnalati degli errori significa che qualcosa non è andato per il verso giusto, più errori ci sono e maggiore è la probabilità che la RAM vi stia lasciando.
Per avere dati attendibili i test vanno fatti per un lungo tempo ed anche ripetuti più volte, spesso infatti, quando i settori difettosi sono pochi, è difficile individuarli velocemente. In presenza di errori dovrebbero anche comparirvi delle righe rosse al centro dello schermo che indicano il tipo di errore rilevato.


CONCLUSIONI
Nei casi di danneggiamenti più lievi, saranno i programmi che utilizzare ad avere comportamenti inaspettati, chiudendosi o mostrando finestre d’errore.
Memtest è un must nel settore, è il programma gratuito per la diagnostica della ram più utilizzato, se avete il dubbio che la RAM del vostro PC abbia dei problemi vi consiglio di utilizzarlo per accertarvene.
La RAM è un componente che si guasta più spesso di quello che si pensa, soprattutto in presenza di corrente elettrica non stabile accompagnata da un alimentatore scadente.

martedì 20 novembre 2012

Come Velocizzare I Video Su Youtube (Feather Youtube)

Il problema della visualizzazione a scatti dei video in streaming è qualcosa che interessa parecchi navigatori, ancora di più con l’introduzione di video in full HD su Youtube avvenuta di recente .
Infatti non tutti possiedono connessioni a banda larga potenti o computer performanti.
Ogni miglioramento in tal senso è comunque gradito e Youtube ha appena lanciato(per ora in fase beta) la funzionalità Youtube Feather .
Innanzitutto una precisazione: trattandosi di una novità in fase di testing, possono verificarsi dei malfunzionamenti con alcuni video, Youtube invita comunque gli utenti a provare Feather anche per dare suggerimenti e verificare i problemi.
In sostanza Youtube Feather è una versione “semplificata” di youtube che evita di caricare nella pagina di riproduzione molti “fronzoli” o elementi secondari rispetto al video, riducendo in tal modo i tempi di caricamento e la banda/risorse utilizzate.


Usando youtube in questa versione in pratica i video sono riprodotti :

- Di default nella versione di base (pur con la possibilità di scegliere quella in alta qualità)

- Senza la possibilità di inserire commenti e visualizzando solo gli ultimi commenti lasciati

- Con molti elementi della pagina più leggeri

- Con un numero minore di “video correlati”  a fianco del video stesso

- Senza pulsanti per la condivisione (perdita di funzionalità “social”)


Per provare  Feather basta che vai sulla pagina http://www.youtube.com/feather_beta e clicchi su “join the feather”.
Ricordati che se hai cliccato “join the feather” ma poi vuoi tornare alla visualizzazione normale,  devi andare sulla pagina http://www.youtube.com/feather_beta e cliccare “leave the feather”.


Tradurre Online Con Frengly

Frengly è un traduttore online multilingua che permette di scrivere un testo e di ottenere instantaneamente la traduzione.
Insomma una sorta di Google Translate( http://translate.google.it/ ).
Per tradurre del contenuto è sufficiente inserirlo nella grande casella di testo e premere il tasto translate.
In automatico l'applicazione rileverà la lingua inserita e la tradurrà istantaneamente in quella desiderata.
Tra le lingue supportate ci sono: Inglese, Francese, Arabo, Cinese, Bulgaro, Russo, Tedesco, Greco, Hindi e altre(sono una trentina in tutto).
Da alcune prove effettuate mi è sembrato abbastanza preciso nelle traduzioni ma ha comunque la possibilità di migliorarsi nel tempo implementando nuove funzionalità.
Un servizio utile e da tenere sott'occhio.
Questo è il link: http://frengly.com/



Ixquick: Il Motore Di Ricerca Anonimo


Ixquick si propone come un potente motore di ricerca sul Web.
Esso naque nel 1998 a New York, due anni dopo la sua sede venne spostata in Olanda.


FUNZIONAMENTO
Ixquick vanta funzioni uniche come il metodo di ricerca universale, le ricerche globali e il perfezionamento delle ricerche.
Per ogni chiave di ricerca inserita dagli utenti, consulta automaticamente i database di All The Web, Exalead, Open Directory, AltaVista, Gigablast, Virgilio, Ask/Teoma, Google, Wikipedia, EntireWeb, MSN e Yahoo!
Per stabilire l'ordinamento dei risultati viene utilizzato un sistema detto "Star System" che assegna maggiore priorità a quei risultati che figurano su un maggior numero di motori di ricerca tra quelli consultati.
Inoltre trova numeri di telefono e indirizzi in tutto il mondo con l'Elenco telefonico internazionale.
Ricerca tra 18 milioni di ore di filmati con la ricerca Video di Ixquick ed ovviamente trova anche immagini.
https://www.ixquick.com/ita/


LINGUE
L'interfaccia è disponibile in 18 lingue: Cinese, Danese, Olandese, Inglese, Finlandese, Francese, Tedesco, Italiano, Giapponese, Coreano, Norvegese, Polacco, Portoghese, Spagnolo, Svedese e Turco.


PRIVACY
Ma la cosa più all'avanguardia risede nel fatto che tutela la tua privacy, poichè non registra il tuo indirizzo IP.
Quindi è un motore di ricerca completamente anonimo.
Altro motore di ricerca anonimo: DuckDuckGo

domenica 18 novembre 2012

Come Formattare il Computer (Guida)

Prima di formattare il computer dovresti effettuare una copia di tutti i tuoi dati più importanti.
Se non l’hai fatto ancora, quindi, procurati un bel set di DVD vuoti o un hard disk esterno e procedi al salvataggio di documenti, foto, video, brani musicali, programmi e qualsiasi altro file ti stia a cuore.
Un’altra cosa fondamentale che devi fare prima di procedere con la formattazione è accertarti di avere tutti i CD/DVD con i driver dei dispositivi hardware a portata di mano.
Se non trovi tutti i dischetti, cerca di recuperare i driver mancanti da Internet (cerca il nome del dispositivo seguito dal termine “driver” su Google) o utilizza un programma come DriverMax per creare una copia di backup di tutti i driver presenti sul PC.


FORMATTAZIONE e NUOVA ISTALLAZIONE
Portate a termine queste fondamentali operazioni preliminari, inserisci il DVD d’installazione di Windows nel lettore CD/DVD del computer e riavvia il sistema.
Esegui un nuovo avvio del PC, appena compare la dicitura premere un tasto per avviare da CD-ROM, premi un tasto qualsiasi della tastiera per avviare la procedura d’installazione di Windows.
Se all’avvio del PC non compare alcuna scritta, hai bisogno di cambiare l’ordine di boot dei vari dispositivi del computer dal BIOS.
Per compiere quest’operazione, riavvia nuovamente la macchina e appena vedi comparire schermata di accensione del computer premi il tasto per accedere al setup (di solito è F2, F10 o Canc). Recati quindi nella sezione Advanced del BIOS, seleziona l’opzione Boot Order, metti il drive del CD-ROM (es. ATAPI CD-ROM DRIVE) in prima posizione ed esci dal setup salvando i cambiamenti.
A questo punto, sei libero di installare Windows 7 o qualsiasi altro sistema operativo seguendo la procedura guidata che ti viene proposta. Per formattare il computer, ricordati di selezionare la partizione del disco in cui vuoi installare il nuovo sistema operativo (es. Disc 0 Partizione 1) e fare click prima su Opzioni unità (in basso a destra) e poi su Formatta e OK per completare l’operazione.
A installazione del sistema operativo completata (ci vogliono dai 20 ai 40 minuti), procedi al ripristino di tutti i dati che avevi salvato in precedenza su DVD o hard disk esterno, infine installa tutti i driver.

mercoledì 14 novembre 2012

Come Funziona Un Laser

Il laser, anche se probabilmente non lo sappiamo, è uno dei dispositivi che più di frequente usiamo tutti i giorni: lo troviamo per esempio nel lettore CD, oppure alla cassa del supermercato(dove la cassiera lo usa per leggere il prezzo dei prodotti acquistati).
Inoltre il laser viene usato nelle telecomunicazioni per trasmettere il segnale di un grandissimo numero di canali televisivi attraverso lo spazio, nelle comunicazioni telefoniche e tra sistemi di computer attraverso le fibre ottiche. Nell’industria il laser ha molteplici applicazioni: viene usato per fondere, riscaldare o vaporizzare una sostanza con grande precisione, per forare diamanti, per tagliare componenti elettronici di dimensioni molto piccole nei microcircuiti e per tutte le lavorazioni che richiedono estrema precisione.
In medicina viene usato per forare le ossa ed è particolarmente utile negli interventi di microchirurgia, soprattutto in oculistica dove grazie al laser, è possibile “ricucire” la retina sul fondo dell’occhio.
Il laser si usa inoltre per rilevare misure anche molto grandi come ad esempio la distanza fra la Terra e la Luna.
Infine nel settore militare è impiegato nei sistemi di guida per missili, aerei e satelliti.


COME SI GENERA UN RAGGIO LASER?
Come sappiamo, tutta la materia è composta da atomi.
Ogni atomo possiede un nucleo attorno al quale ruotano gli elettroni.
Quando gli elettroni vengono opportunamente stimolati mediante luce o calore, possono abbandonare la loro orbita e passare su un’altra orbita più lontano dal nucleo.
Gli elettroni però tendono a ritornare allo stato iniziale restituendo l’energia assorbita.
Queste piccolissime quantità di energia si chiamano fotoni e sotto forma di radiazioni luminose compongono il fascio di luce dei laser.
Esistono diversi tipi di laser che vengono classificati in base al materiale (materiale attivo) in cui elettroni sono stimolati, per esempio il laser a gas, a semiconduttore, a liquido e a stato solido.
Nel caso del materiale a stato solido, in materiale attivo è costituito da una barretta di cristallo di rubino avvolta da una lampada a forma di spirale che invia impulsi luminosi intermittenti.
Questi lampi di luce bianca sollecitano gli elettroni della sbarra di rubino, tanto da far rimbalzare su orbite lontane dai nuclei.
Ricadendo nelle loro orbite, gli elettroni emettono fotoni sotto forma di onde luminose.
Ciò genera un lampo di luce laser che fuoriesce da un’estremità della barra di rubino.
Questo processo spiega il perché del nome laser, che deriva dalle iniziali delle parole inglesi ”Light Amplification By Stimulated Emission Of Radation” cioè ”Amplificazione di luce mediante emissione stimolata di radiazioni”. La luce laser differisce dalla luce normale perché è molto più potente e “concentrata” e può percorrere molte migliaia di kilometri senza disperdersi.


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Cos'è e Come Funziona La Fibra Ottica

Essa consiste in un insieme di filamenti in grado di condurre la luce.
In pratica si tratta di fili vetrosi al cui interno viaggia ad alta frequenza un capo elettromagnetico. Nellʼambito delle telecomunicazioni questo implica la possibilità di coprire grandi distanze fornendo lʼaccesso alla banda larga. Questi tipi di cavi presentano molti vantaggi, in primis lʼalta resistenza alle avverse condizioni climatiche e ai campi elettromagnetici. Inoltre sono leggeri e facili da maneggiare.


COMPOSIZIONE
Ogni fibra ottica è composta da due strati concentrici di materiale trasparente puro: un nucleo cilindrico centrale(core) ed un mantello(cladding) attorno ad esso. Il core presenta un diametro molto piccolo di circa 10 µm per le Monomodali e 50 µm per le Multimodali, mentre il cladding ha un diametro di circa 125 µm. I due strati sono realizzati con materiali con indice di rifrazione leggermente diverso, il cladding deve avere un indice di rifrazione minore rispetto al core. Come ulteriore caratteristica il mantello (buffer) deve avere uno spessore maggiore della lunghezza di smorzamento dell'onda evanescente, caratteristica della luce trasmessa in modo da catturare la luce che non viene riflessa nel core.
La fibra ottica funziona come una specie di specchio tubolare. La luce che entra nel core ad un certo angolo (angolo limite) si propaga mediante una serie di riflessioni alla superficie di separazione fra i due materiali del core e del cladding.
All'esterno della fibra vi è una guaina protettiva polimerica detta jacket che serve a dare resistenza agli stress fisici e alla corrosione ed evitare il contatto fra la fibra e l'ambiente esterno.
Diversi tipi di fibre si distinguono per diametro del core, indici di rifrazione, caratteristiche del materiale, profilo di transizione dell'indice di rifrazione e drogaggio (aggiunta di piccole quantità di altri materiali per modificare le caratteristiche ottiche).
Il core e il cladding della fibra ottica possono essere realizzati in silice oppure in polimeri plastici.


VANTAGGI DELLE FIBRE
I principali vantaggi delle fibre rispetto ai cavi in rame nelle telecomunicazioni sono:
1) Bassa attenuazione, che rende possibile la trasmissione su lunga distanza senza ripetitori.
2) Grande capacità di trasporto di informazione o velocità di trasmissione (dell'ordine dei terabit/s) grazie all'ampissima capacità di banda e alla bassa attenuazione del segnale utile (Teorema di Shannon-Hartley).
3) Immunità da interferenze elettromagnetiche, inclusi gli impulsi elettromagnetici nucleari (ma possono essere danneggiate da radiazioni alfa e beta).
4) Bassa potenza contenuta nei segnali.
5) Alta resistenza elettrica, quindi è possibile usare fibre vicino ad equipaggiamenti ad alto potenziale, o tra siti a potenziale diverso.
6) Peso e ingombro modesto.
7) Ottima resistenza a condizioni climatiche avverse.


FIBRA OTTICA IN ITALIA
Indicativamente, le zone coperte sono quelle più popolose, dove peraltro già cʼè una buona copertura di rete.
Ad esempio lʼoperatore Fastweb offre una banda Download/Upload simmetriche fino a 10 Mbit/s in determinate città coperte dalla rete in fibra. Inoltre riesce a fornire fino a 100 Mb/s in download e 50 Mb/s in upload erogata a chi abita a Roma, Milano, Torino, Napoli, Bari, Genova e Bologna pagando circa 15 Euro al mese in più rispetto ad un comune contratto ADSL.


PRO E CONTRO
Il problema più grande per quanto riguarda la fibra ottica nel nostro paese è il prezzo.
Ancora un poʼ caro per le tasche degli italiani, quindi non tutti gli operatori sono disposti ad investire. Per vendere il collegamento in fibra agli utenti ad un prezzo ragionevole i prezzi allʼingrosso e di trasporto della banda imposti da Telecom dovrebbero essere inferiori a quelli attuali.

1) Pro
Larghezza di banda operativa molto ampia
Trasmissione su lunga distanza
Grande capacità di trasporto di informazioni
Immunità da interferenze elettromagnetiche
Peso modesto
Sicurezza relativamente alla trasmissione dei dati
Ottima resistenza alle condizioni climatiche.

2) Contro
Costo elevato



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Come Funziona Il GPS: Strumentazione e Satelliti

Tutti i comuni sistemi di navigazione sono basati su una  tecnologia di radiolocalizzazione satellitare denominata GPS: Global Positioning System.
In estrema sintesi, il sistema GPS consente a un utente dotato di apposita strumentazione di conoscere con ottima precisione la propria posizione sulla superficie della Terra.


STRUMENTAZIONE
La “strumentazione” necessaria all’utente per fruire del servizio è un ricevitore GPS (spesso si parla anche di sensore GPS) che elabora i segnali ricevuti da alcuni dei satelliti su cui si basa il sistema, ed effettua i calcoli necessari per desumerne la propria posizione. L’informazione posizionale determinata dal ricevitore viene poi resa disponibile al software applicativo per gli impieghi desiderati: l’esempio più classico è ormai quello della navigazione veicolare.


I SATELLITI CI SPIANO?
Sfatiamo subito la leggenda metropolitana secondo cui con il GPS “i satelliti sanno dove ci troviamo”, e quindi l’uso di un ricevitore GPS sarebbe un rischio per la privacy. A differenza di quanto avviene con i telefoni cellulari, con i quali, per la natura stessa della rete, è presente e anzi sfruttata la possibilità di localizzare i terminali purché vengano tenuti accesi, con i GPS questo è impossibile.
Innanzitutto, la comunicazione è unidirezionale: i sensori GPS non trasmettono segnali ai satelliti (fra l’altro, non avrebbero né una potenza né un’antenna adatte per farlo), ma funzionano solo come ricevitori.
Si potrebbe quindi pensare che siano i satelliti a comunicare a ogni ricevitore in ascolto la sua posizione. Eppure non sono i satelliti a dire al ricevitore qual è la sua posizione, perché non la conoscono; anzi, i satelliti non sono nemmeno a conoscenza dell’esistenza stessa o del numero di ricevitori attivi. Ogni satellite trasmette continuamente un unico segnale che è, quindi, identico per tutti i ricevitori in ascolto. Devono essere i ricevitori, collocati in luoghi diversi, a ricostruire le proprie rispettive posizioni sulla base dei segnali ricevuti, che sono gli stessi per tutti.
È possibile fare ciò abbinando una tecnica di elaborazione digitale dei segnali a un procedimento di triangolazione.


FUNZIONAMENTO
I segnali emessi da ciascun satellite sono riconoscibili da quelli emessi dagli altri satelliti della costellazione. Il ricevitore capta quindi impulsi che rileva come provenienti da punti distinti dello spazio orbitale terrestre.
Nel segnale che emette ripetendolo continuamente, ogni satellite include le seguenti informazioni basilari: la propria identità; la propria posizione; l’ora esatta rilevata con la massima precisione nel momento in cui il segnale viene emesso dal satellite.
Se il ricevitore dispone anch’esso di un orologio precisissimo, dal confronto fra l’ora di emissione del segnale e l’ora di ricezione esso potrà rilevare il tempo (brevissimo, ma misurabile) che il segnale ha impiegato per percorrere la distanza fra il satellite e il ricevitore stesso. Da questa misura, e tenendo conto della velocità di propagazione delle onde radio, è possibile ricavare la distanza che separa il ricevitore dal satellite che ha emesso il segnale. Ripetendo questo calcolo per ognuno dei satelliti di cui sta captando i segnali, il ricevitore riesce a farsi un’idea delle N distanze fra sè e gli N satelliti “in vista”.
Poiché le onde radio si propagano in aria a una velocità di circa 300.000 km/s, a titolo di esempio, se il ricevitore è in grado di apprezzare ritardi di un milionesimo di secondo nei segnali ricevuti potrà determinare la propria distanza dal satellite con un’approssimazione di un terzo di chilometro (circa 300 metri). Per avere una precisione metrica maggiore occorre avere una sensibilità al ritardo ancora migliore.
Per quanto possa sembrare arduo, si tratta di una prestazione largamente alla portata delle tecnologie attuali: un chip digitale operante al clock di 1 MHz esegue calcoli, confronti, elaborazioni un milione di volte al secondo e, com’è noto, sul mercato esistono chip con un clock oltre 1.000 volte maggiore, superiore cioè a 1 GHz (un miliardo di operazioni elementari al secondo).Se il ricevitore GPS è riuscito a determinare la propria distanza da N satelliti in vista, allora si può effettuare una normale triangolazione per risalire alla propria posizione.
Il principio è semplice: se un luogo L si trova sulla superficie terrestre, conoscendo la sua distanza da tre punti A, B e C le cui coordinate sono note, è possibile dedurre con semplici calcoli la posizione di L. Se lo stesso si potesse fare nel caso del GPS, basterebbe conoscere la propria distanza da 3 satelliti per risalire alla propria posizione.
Tuttavia, per una localizzazione accurata e comprensiva dell’altitudine, sono in realtà richiesti almeno 4 satelliti. Questo per vari motivi fra cui, fondamentale, il problema della precisione dell’orologio del ricevitore, che deve essere accurato quanto quello dei satelliti, se si vuole poter fare un confronto preciso dei tempi per ottenere stime precise delle distanze.
Poiché è naturalmente impensabile, per ragioni di costo, di peso e di ingombro, che ogni ricevitore contenga un orologio atomico, per ricostruire l’ora esatta a bordo del ricevitore occorre dell’informazione temporale ridondante con la quale estrapolare l’ora nel ricevitore. Proprio l’uso di un quarto satellite concorre a fornire tale ridondanza.
Vedendo la questione da un punto di vista più astratto, puramente matematico, il ricevitore deve risolvere un sistema di 4 incognite – latitudine, longitudine, altitudine e tempo – e per farlo gli occorrono 4 equazioni: 3 non sono sufficienti. Occorre quindi ricevere il segnale da almeno 4 satelliti.
In considerazione della frequenza su cui i satelliti emettono i propri segnali, e della bassa intensità con la quale questi arrivano a terra, per poter ricevere bene il segnale da un satellite è quasi necessario che questo sia direttamente “in vista”, senza ostacoli che possano interferire (costruzioni, montagne, perfino alberi fitti).
Per dare una ragionevole garanzia che si possano sempre vedere almeno 4 satelliti da qualunque luogo, ne è stato posto in orbita un numero sufficientemente alto avendo cura di distribuirne le posizioni in modo uniforme. Da sottolineare che i satelliti GPS non sono geostazionari (per poterlo essere dovrebbero orbitare a una distanza media di 36.000 km). Si tratta invece di satelliti “a bassa quota”, in continuo movimento rispetto alla Terra.
La loro posizione rispetto a un osservatore fisso cambia incessantemente, ed è questo il motivo per cui ogni satellite, nei segnali che manda, deve innanzitutto includere informazioni sulla propria posizione istantanea. In caso contrario, analizzando i segnali captati, il ricevitore potrebbe sì stabilire la propria distanza dai satelliti, ma non conoscendo la loro posizione non potrebbe effettuare la triangolazione per desumere la propria.


DISTRIBUZIONE DEI SATELLITI
Complessivamente, la costellazione di satelliti GPS comprende 21 satelliti in servizio regolare più 3 satelliti di riserva. Sono distribuiti su 6 orbite ellittiche spaziate fra loro di 60° e inclinate di 55° sul piano equatoriale; vi sono almeno tre satelliti (equidistanti) su ogni orbita. Una rivoluzione completa richiede 12 ore, e la distanza media dalla Terra è di circa 20.000 km.
Questa disposizione dei satelliti fornisce la garanzia geometrica che almeno 4 satelliti risultino sempre visibili ad almeno 15° sopra l’orizzonte. Di fatto, risultano spesso visibili fra i 5 e gli 8 satelliti. Molto simili anche le costellazioni utilizzate dai sistemi “concorrenti” del GPS, ossia il russo GLONASS (24 satelliti, probabilmente non tutti operativi, a una quota di 19.100 km) e l’europeo GALILEO, che dovrebbe entrare definitivamente in servizio nel 2008 (30 satelliti orbitanti a una quota di 24.000 km).
Come si è visto, tutto il sistema si regge sull’estrema accuratezza con cui è conosciuta l’ora a bordo dei satelliti e del ricevitore. Basti pensare che se uno degli orologi avesse un errore di un millesimo di secondo, a causa della velocità di propagazione delle onde radio questo basterebbe a provocare un errore di localizzazione di circa 297 km! Per evitare simili errori si è quindi fatto ricorso ai dispositivi più precisi a nostra disposizione per misurare il tempo. A bordo di ogni satellite in orbita sono stati infatti installati ben quattro orologi atomici (due al rubidio e due al cesio), la cui sincronizzazione reciproca è periodicamente verificata dal centro di controllo a terra.


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Un RADAR è composto essenzialmente da quattro componenti: trasmettitore, ricevitore, duplexer e antenna.
Il TRASMETTITORE genera l'impulso a radio frequenza (RF) e alta potenza che verrà trasmesso.
Il DUPLEXER è il dispositivo che fa passare la potenza in uscita dal trasmettitore verso l'antenna, isolando allo stesso tempo il ricevitore, e quindi, durante la ricezione, fa passare il segnale dell'eco di ritorno verso il ricevitore.
L'ANTENNA trasmette l'impulso RF generato dal trasmettitore e riceve il segnale dell'eco di ritorno e, inoltre, ruota sui 360° per poter avere la posizione sul piano dei bersagli.
Il RICEVITORE è diviso in due parti: la prima riceve il segnale dell'eco a radio frequenza quindi lo converte in un segnale analogico video che verrà convertito in un segnale digitale per poter essere elaborato dalla seconda parte dove verranno riconosciuti i bersagli utili.
A questo punto vediamo come funziona un RADAR in maniera più approfondita cominciando dal TRASMETTITORE.


TRASMETTITORE
Il trasmettitore emette un impulso a radiofrequenza di potenza molto elevata e di breve durata.
La potenza elevata è necessaria per poter avere un segnale dell'eco di ritorno di sufficiente potenza da essere rilevato dal ricevitore, questo perchè la potenza di ritorno dal bersaglio risulta essere molto piccola a causa della distanza percorsa dal segnale (anche varie centinaia di chilometri tra l'andata e il ritorno) e anche perchè nonostante il fascio trasmesso dall'antenna sia molto stretto in angolo, lo stesso fascio deve essere molto largo in altezza per l'ovvio motivo di dover vedere anche gli aerei che volano a quote alte, però questa maggiore larghezza fa disperdere un un'area più grande la potenza trasmessa
Ecco spigati i vari motivi per cui il segnale dell'eco di ritorno risulta essere una percentuale infinitesima (molto, molto, molto piccola) rispetto alla potenza trasmessa, e di conseguenza la necessità di trasmettere potenze molto elevate.
Invece la breve durata dell'impulso è indispensabile per ottenere una buona risoluzione. Per risoluzione si intende la distanza minima tra due bersagli per poterli distinguere e non vedere, sullo schermo RADAR, una sola traccia.
Questa risoluzione dipende direttamente dalla durata dell'impulso trasmesso. Sapendo che la velocità della luce è di 300.000 chilometri al secondo, anzi leggermente meno, si ricava che in un milionesimo di secondo la luce, quindi anche l'impulso trasmesso, percorre 300 metri. Considerando che si deve tener conto del tempo di andata e ritorno del segnale si ricava che in un milionesimo di secondo (si scrive 1µS e si legge un microsecondo) la distanza misurata sullo schermo è di 150 mt.
Quindi in un RADAR che trasmette un impulso di 1µS la minima risoluzione risulta essere di 150 mt.
Per questi motivi, sopratutto per l'elevata potenza di trasmissione, ci si trova costretti ad utilizzare, nella costruzione dei trasmettitori RADAR, dei componenti particolari come il MAGNETRON di cui ho già parlato in precedenza.
Di norma tutti i trasmettitori prelevano in segnale generato da un oscillatore e dopo varie amplificazioni, mediante un ultimo stadio finale inviano il segnale da trasmettere in antenna. Il MAGNETRON ha la particolarità di essere sia lo stadio finale sia l'oscillatore in quanto il MAGNETRON stesso genera il segnale da trasmettere.
Oltre al MAGNETRON esistono anche altre valvole che vengono utilizzate come stadio finale, queste valvole sono chiamate una "KLYSTRON" e l'altra "Tubo ad onde progressive" in italiano, ed in inglese TWT (Traveling-Wave Tube). Queste valvole amplificano soltanto il segnale da trasmettere, quindi hanno bisogno di ulteriori circuiti oscillatori e preamplificatori.
Per quanto riguarda il MAGNETRON può pesare svariati chili, mentre il KLYSTRON e il TWT possono pesare vari centinaia di chili tanto da prevedere, nella progettazione del trasmettitore, la presenza di paranchi per il sollevamento.
Per far funzionare queste valvole è necessario alimentarle con voltaggi molto elevati, si parla di tensioni dai 10.000-30.000 volt fino alle centinaia di migliaia di volt. Quindi si capisce benissimo gli eventuali pericoli a cui va incontro chi deve lavorarci.
Grazie al miglioramento delle tecnologie nella costruzione dei componenti a stato solido i RADAR moderni, che non necessitano di potenze molto elevate, montano dei trasmettitori completamente costruiti con componenti a stato solido. Dato che un solo aplificatore di questo tipo non serebbe comunque sufficente a generare la potenza necessaria, vengono montati numerosi amplificatori uguali collegati in modo tale da sommare le loro uscite per ottenere l'alta potenza desiderata e, inoltre, per compensare la mininore potenza rispetto a quella ottenibile con le valvole, si utilizzano impulsi di trasmissione molto lunghi e creati in modo tale da poter venire compressi alla ricezione, per non peggiorare la risoluzione del RADAR.
L'utilizzo di trasmettitori a stato solido hanno il pregio di lavorare a basse tensioni ed inoltre, nel caso di rottura di un amplificatore l'unica conseguenza serebbe la diminuzione della potenza trasmessa e non il completo spegnimento come nel caso dei trasmettitori costruiti con MAGNETRON o le altre valvole.
A questo punto sappiamo come viene generato l'impulso RADAR.


ANTENNA
L'impulso ad alta frequenza generato dal trasmettitore viene inviato attraverso il DUPLEXER all'antenna tramite delle guida d'onda.
Dato che viene usata la stessa antenna sia per trasmettere che per ricevere è necessario l'uso del DUPLEXER che è, praticamente, un "deviatore" a radiofrequenza. Il suo scopo fondamentale è quello di proteggere il ricevitore durante la trasmissione dell'impuso a radio frequenza, visto che questo impulso si aggira dalle decine di migliaia di watt fino alle decine di milioni di watt (da circa 20Kw fino a 10Mw per chi capisce le sigle), se entrasse nel ricevitore anche solo una piccola percentuale del segnale trasmesso, i vari amplificatori del ricevitore verrebbero immediatamente distrutti.
Quindi, il DUPLEXER isola completamente in ricevitore durante la trasmissione.
Questo dispositivo è costruito, nei RADAR attuali, con dei componenti a stato solido ed alta velocità di commutazione (diodi PIN), che cortocicuitano il segnale in arrivo al ricevitore durante la trasmissione del'impulso RF. Durante il periodo di ricezione i diodi PIN vengono disalimentati in modo da far passare, senza ostacoli, il segnale da ricevere.
Oltre ai diodi PIN, come ulteriore protezione viene inserito prima di arrivare al ricevitore dei dispositivi detti TR. Questo dispositivo è composto da delle ampolle di vetro con all'interno un gas a bassissima pressione che viene mantenuto in uno stato di ionizzazione grazie a degli elettrodi ricoperti con uno strato di materiale radioattivo. Questo gas ionizzato provoca, nel caso di passaggio di un segnale RF troppo elevato, delle scariche elettriche tra i due elettrodi. Queste scariche mettono in cortocircuito la linea di ingresso, e quindi impedisce il passaggio, fino a che il segnale RF scende a livelli accettabili.
Questa ulteriore protezione e consigliabile perchè i diodi PIN proteggono il ricevitore soltanto durante la trasmissione, e quindi se arrivasse un segnale RF molto elevato, durante il periodo di ricezione, potrebbe venire danneggiato il ricevitore.
Finalmente il segnale trasmesso arriva all'antenna.
La forma dell'antenna di un RADAR è molto diversa secondo lo scopo a cui è utilizzato il RADAR in esame. Nei RADAR di ricerca, quelli, per intendeci, usati dai controllori di volo, ha la forma di una parabola allungata orrizzontalmente e stretta verticalmente (vedi immagine precedente), questa forma è dovuta dalla necessità di creare un fascio molto stretto in orizzontale ma largo in verticale, come descritto in figura.
Altre antenne sono di forma rettangolare e perfettamente piatta, questo secondo tipo è usato di norma su RADAR di ricerca militari (se vedete una nave militare, molto probabilmente vedrete installate antenne di questo tipo), e permette di sapere anche la quota del bersaglio.
Invece i RADAR metereologici, usati per vedere la posizione e l'intensità della pioggia, hanno antenne molto simili alle parabole utilizzate per la ricezione della TV satellitare.
Nonostante le diverse forme tutte le antenne montate in un qualsiasi tipo di RADAR hanno in comune la grande direttività, questo per motivi sia di sensibilità, più direttiva è e meglio riceve, sia per migliorare la risoluzione angolare del RADAR, altrimenti, se l'antenna fosse poco direttiva, il risultato sullo schermo sarebbe una traccia molto estesa in angolo tanto da non capire esattamente dove si trovi l'aereo.
Non dobbiamo anche dimenticare che l'antenna di un RADAR deve ruotare. Questa rotazione porta vari problemi per il passaggio del segnare RF trasmesso e ricevuto tanto che, nei primi RADAR, l'operatore saliva dietro l'antenna e ruotava con essa. É vero che le prime antenne non ruotavano continuamente sui 360° ma venivano posizionate sull'angolo dove interessava, ma comunque, per ruotare assieme all'antenna e contemporaneamente controllare lo schermo radar dovevano avere uno stomaco molto robusto. Per trasportare il segnale RF dalla parte fissa a quella in rotazione dell'antenna si utilizza un dispositivo detto GIUNTO ROTANTE.
Il GIUNTO ROTANTE è un dispositivo composto da varie guida d'onda di forma rotonda poste concentricamente una dentro l'altra per far passare i diversi segnali RF che vanno all'antenna.


RICEVITORE
A questo punto siamo arrivati al ricevitore.
Il ricevitore di un RADAR è di tipo a supereterodina, è una parola un pò difficile, ma in realtà, tutti i ricevitori radio da noi usati normalmente, walkmen, autoradio, televisori, sono a supereterodina.
Come funziona un ricevitore a supereterodina ?
Un ricevitore di questo tipo, il cui schema di principio si può vedere in figura, sfrutta l'effetto che si ha quando si fanno battere due segnali RF di frequenza diversa. In questo caso per battere significa mettere insieme, miscelare questi due segnali.
Mediante questo battimento si ottengono quattro segnali RF di frequenza diversa: due segnali hanno la frequenza dei segnali originali, mentre gli altri due avranno come frequenza, uno la somma, e l'altro la differenza.
Come esempio poniamo di dover ricevere un segnale con la frequenza di 1000Mhz e di generare un secondo segnale, questa volta di 1030MHz, mediante un oscillatore, chiamato oscillatore locale. Facendo battere questi due segnali tra loro, all'interno del mixer, otterremmo le seguenti frequenze: 1000Mhz, 1030Mhz, 2030Mhz e 30Mhz.
I segnali ottenuti in questo modo mantengono, a parte la frequenza, tutte le caratteristiche dei segnali originali. In uscita dal mixer si mettono dei filtri per prelevare solo la frequenza che interessa. Nei normali ricevitori radio si preleva il segnale differenza, nell'esempio precedente, 30Mhz. In questo modo si ottiene quello che si chiama conversione di frequenza.
Con questo sistema si realizza la sintonia del ricevitore semplicemente variando la frequenza dell'oscillatore locale, visto che la frequenza in uscita sarà sempre 30MHz, la frequenza sulla quale sarà sintonizzato il ricevitore risulterà essere uguale alla frequenza dell'oscillatore locale meno 30MHz.
Il segnale così ottenuto è chiamato media frequenza.
La descrizione appena letta, vale anche per le normali radio e TV di uso domestico. Anche se, in questo caso, sono presenti dei dispositivi per poter sintonizzare il ricevitore, sulla stazione radio o TV desiderata, nel modo più veloce e semplice possibile.
In un RADAR, invece, non c'è bisogno di fare zapping, ma è molto importante avere una altissima sensibilità e precisione nella sintonia.
Nei sistemi più moderni vengono usate due conversioni di frequenza, questo per ottenere una maggiore selettività.
A questo punto il segnale a frequenza intermedia viene rivelato. Per rivelazione si intende estrarre le informazioni utili presenti nel segnale ricevuto.
Nei normali ricevitori radio le informazioni, musica, immagini televisive, pubblicità (purtoppo) e molto altro, vengono inserite nel segnale a radiofrequenza mediante la modulazione dello stesso.
La modulazione viene eseguita variando uno dei parametri del segnale RF, l'ampiezza, nel caso di modulazione di ampiezza (AM), oppure la frequenza, nel caso di modulazione di frequenza (FM). In questo modo le informazioni vengono trasportate dal segnale RF che, infatti, viene chiamato portante.
Da tutto questo si ricava che in uscita dai circuiti che eseguono la rivelazione del segnale si avrà un segnale elettrico che contiene le informazioni che erano state inserite, mediante la modulazione, nel segnale RF.
Nei RADAR, invece, il segnale RF non viene modulato, almeno non nel senso che è stato appena detto. La modulazione di un segnale RADAR è di tipo ad impulsi, perchè il segnale RF non è trasmesso in maniera continua, come per le normali trasmissioni radio, ma viene trasmesso un singolo impulso come è stato già detto in "cosè il RADAR".
Quindi un ricevitore RADAR rileva solo la presenza del segnale RF, ed essendo questo segnale l'eco di ritorno di un bersaglio va da sè che in uscita dal rivelatore sarà presente un segnale elettrico che indicherà la presenza di un bersaglio oppure l'assenza, nel caso non esca nessun segnale.
Oltre ad indicare la presenza del bersaglio, il segnale ricevuto contiene anche l'informazione della sua esatta distanza, che non è solo data dal tempo di ritorno del segnale, come spiegato in precedenza, ma anche dalla sua fase perchè, secondo la distanza del bersaglio, il segnale dell'eco ritorna al ricevitore con una fase leggermente diversa rispetto quella trasmessa. Questa differenza verrà in seguito sfruttata per distinguere i bersagli fissi da quelli in movimento.
Quindi per poter utilizzare questa differenza di fase, si esegue la rivelazione del segnale mendiante un circuito chiamato rivelatore di fase.
Nel rivelatore di fase viene fatto battere il segnale ricevuto a frequenza intermedia con il segnale generato da un oscillatore locale particolare chiamato COHO. Il COHO (COHerent Oscillator - Oscillatore Coerente) genera un segnale della stessa frequenza della media frequenza e con fase uguale al segnale trasmesso.
Il risultato che si ottiene dal battimento di questi due segnali all'interno del rivelatore di fase sarà, diversamente da quello visto per la conversione di frequenza, un segnale la cui ampiezza dipenderà direttamente dalla differenza di fase tra il segnale trasmesso e quello ricevuto.
A questo punto, il segnale così ottenuto, verrà mandato ad un convertitore analogico/digitale dove in segnale analogico sarà convertito in dati digitali per eseguire l'elaborazione per estrarre i segnali dei bersagli che interessano, aerei, da quelli che non interessano, montagne campanili e molto altro.


DIFFERENZA TRA RADAR E UN BANALE TRASMETTITORE RADIO
Siamo finalmente a quella parte che distingue un RADAR da un qualsiasi altro ricevitore radio, l'M.T.I.
L'M.T.I. vuol dire Moving Target Indicator(indicatore di bersagli in movimento). Come dice il nome i circuiti che compongono l'MTI hanno lo scopo di filtrare tutti i bersagli in movimento da quelli fermi utilizzando la differenza di fase del segnale ricevuto, come spiegato in precedenza.
Per capire come lavora l'MTI dobbiamo ritornare un pò indietro. Precedentemente è stato detto che un RADAR trasmette un impulso a radio frequenza e quindi rimane in ricezione per ricevere gli echi di ritorno del segnale trasmesso generati dai bersagli, questo periodo di ricezione è chiamato sweep. Gli sweeps la cui durata nel tempo dà la portata del RADAR, sono ripetuti continuamente durante la rotazione dell'antenna. Una singola rotazione completa di 360º è chiamata scan.
Durante la rotazione dell'antenna, gli eventuali bersagli, vengono colpiti da vari impulsi e quindi si avrà la ricezione del loro eco su diversi sweeps. Il numero di questi sweeps dipende dalla velocità di rotazione dell'antenna, dalla larghezza del suo fascio e della durata di ogni sweep. Questo numero è chiamato hits per scan.
Nella spiegazione del ricevitore è stato detto che il segnale di ritorno di un bersaglio ha una fase leggermente diversa da quella trasmessa e che questa differenza dipende dalla distanza del bersaglio, per dare un ordine di grandezza di questa distanza basti dire che avendo una frequenza di trasmissione di 1000MHz, la cui lunghezza d'onda è di 30 cm., basta uno spostamento di 7,5 cm. per ottenere una variazione nella fase del segnale ricevuto di 45°.
Quindi un bersaglio in movimento genererà, ad ogni sweeps, un eco di ritorno con una fase un pò diversa dalla fase dello sweep precedente perchè, essendo in movimento, nel tempo intercorso tra uno sweep e l'altro si sarà spostato e quindi la sua distanza risulta essere diversa.
A questo punto si può spiegare il principio di funzionamento dell'MTI.
Per cancellare un bersaglio fisso e far passare un bersaglio in movimento, si usa un circuito chiamato "CANCELLATORE". Questo circuito, il cui schema di principio è mostrato in figura, è composto da tre elementi: un sommatore, una linea di ritardo, e un invertitore.
Il segnale ricevuto e rivelato in fase, viene inviato al cancellatore entrando sia in uno dei due ingressi del sommatore, che all'ingresso della linea di ritardo. La linea di ritardo ritarderà il segnale esattamente dello stesso tempo della durata di uno sweep, inoltre, in uscita dalla linea di ritardo, il segnale verrà invertito di segno (se il suo valore era di 10 diventerà -10). Quindi nei due ingressi del sommatore avremmo su uno il segnale diretto, mentre sull'altro il segnale generato dallo stesso bersaglio ma dello sweep precedente e invertito di segno.
In questo modo se un bersaglio genera un eco di risposta con valore uguale su due sweep, come succede per i bersagli fissi, in uscita questo segnale verrà cancellato perchè sommando due valori uguali ma di segno opposto il risultato sarà zero; invece un bersaglio in movimento genera un eco di risposta di valore diverso su due sweep e quindi in uscita si avrà un valore maggiore di zero.
Se al primo sweep non avviene nessuna cancellazione, perchè il segnale che transita dalla linea di ritardo non è ancora arrivato, quindi, ai due ingressi del sommatore, sono presenti su uno il segnale in arrivo mentre sull'altro non è ancora presente nessun segnale, perciò sommando il segnale in ingresso con zero non si avrà nessuna modifica e il segnale dei due bersagli arriveà all'uscita inalterato.
Questo "errore" non provoca nessun effetto visibile perchè ha la durata di un solo sweep, quindi risulta essere brevissimo.
Se invece nello sweep si nota che il livello del persaglio fisso rimane inalterato mentre quello mobile risulta essere minore dello sweep precedente, quindi in uscita dal cancellatore verrà eliminato il bersaglio fisso, perchè viene sommato con se stesso ma invertito di segno (per esempio -10 + 10 = 0), mentre il bersaglio mobile non viene cancellato perchè risulta essere diverso dallo sweep precedente (-8 + 5 = -3).
In questo caso si può notare che in uscita il segnale risulta essere negativo, questo è normale perchè il rivelatore di fase del ricevitore genera in uscita un segnale che può essere negativo o positivo secondo il valore della fase del segnale ricevuto, quindi si può avere un segnale negativo anche in ingresso al cancellatore, vedi 3° sweep. Ci penseranno dei circuiti sucessivi al cancellatore a rendere il segnale sempre di segno positivo.
Se il segnale in uscita, nonostante sia negativo, risulta essere più grande anche del segnale in ingresso, bè questo fatto dipende dal valore dei segnali in ingresso al sommatore perchè se su due sweeps consecutivi i segnali risultano avere lo stesso segno si avrà una sottrazione a causa dell'inversione di segno provocata dall'invertitore, quindi il segnale in uscita avrà un valore minore di quello in ingresso, il contrario accade nel caso i segnali dei due sweeps sucessivi siano di segno opposto.
Questo effetto, chiamato "fase cieca", risulta essere deleterio perchè potrebbe portare, nel peggior dei casi, alla perdita della ricezione dei bersagli, comunque esiste un sistema per eliminare questo inconveniente che spiegherò in seguito.
Questo sistema di cancellazione ha due inconvenieti: la "fase cieca", di cui ho acennato in precedenza, e la "velocità cieca".
Per eliminare la fase cieca nella rivelazione, quindi nel ricevitore, si utilizzano due rivelatori uguali ma che eseguono la rivelazione, del segnale ricevuto, con una fase diversa di 90°, i due segnali così generati vengono quindi inviati, attraverso al solito convertitore analogico/digitale, a due diversi cancellatori.
In questo modo quando in un cancellatore il segnale viene attenuato nell'altro viene amplificato e viceversa. Per finire i due segnali in uscita sono "sommati" tra loro per ottenere di nuovo un solo segnale. Questa somma non è una semplice somma matematica ma in realtà un calcolo matematico più complesso, chiamato "estrazione di modulo".



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venerdì 9 novembre 2012

Come Installare Windows 8 (Guida)

Oggi vedremo come installare Windows 8.
Installare Windows 8 è piuttosto semplice, la procedura è simile a quella delle precedenti versioni del sistema operativo.


Installare Windows 8 tramite upgrade
Se si utilizza un computer su cui è installata una versione precedente di Windows, è possibile eseguire l’aggiornamento in modo molto semplice e veloce.
La prima cosa da fare è verificare che il computer abbia i requisiti richiesti da Windows 8, per fare questo è possibile utilizzare l’assistente aggiornamento, uno strumento disponibile sul sito Microsoft che analizza i componenti del pc, le periferiche collegate e i programmi installati e informa se l’upgrade è possibile.
Se i controlli hanno esito positivo, l’applicazione permette di comprare il nuovo sistema operativo online e di fare il download e l’installazione tramite una procedura guidata.
Installare Windows 8 da DVD
L’installazione di Windows 8 da DVD è probabilmente quella più diffusa e risulta essere molto semplice.
Basta inserire il DVD che contiene il sistema operativo nel computer e effettuare l’avvio del pc con la modalità avvio da CD.
La procedura guidata viene eseguita in modo automatico e basta seguirla per completare l’installazione.


Installare Windows 8 su un PC Virtuale
Si tratta del modo migliore per provare le caratteristiche di Windows 8, per effettuare questa operazione è necessario avere uno strumento per la gestione di un pc virtuale come Virtual Box e una copia di Windows 8.
-Avviare Virtual Box.
-Cliccare Nuova per iniziare la creazione di un nuovo pc virtuale tramite una procedura guidata.
-Impostare il nome del PC virtuale e scegliere Windows 8 come versione del sistema operativo da installare.
-Configurare la RAM da dedicare al PC virtuale che non deve essere inferiore a 1 GB.
-Impostare la dimensione del disco del computer virtuale ricordando che l’installazione di Windows 8 richiede 10 GB.
-Una volta completata la procedura guidata, cliccare Crea per avviare la creazione del PC Virtuale.
-Cliccare Impostazioni e accedere a Archiviazione. Selezionare il dispositivo in cui sono presenti i file di installazione di Windows 8.
A questo punto è possibile avviare il PC virtuale e seguire la procedura guidata come per l’installazione da DVD.



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Windows 8 è Sicuro? Ci Sono Virus e Malware?

Una delle caratteristiche che viene più frequentemente chiamata in causa della piattaforma Windows è la sicurezza.
Microsoft sconta così i suoi lustri di monopolio quasi assoluto, con la stragrande maggioranza dei malware progettati apposta per violare il suo sistema.
Windows 8, almeno per il momento, si avvantaggia di un’architettura rinnovata ed ancora poco familiare ai cybercriminali, oltre che di una lunga serie di miglioramenti alla sicurezza.
Una ricerca interessante di BitDefender, una software house specializzata nella sicurezza elettronica, ha provato l’OS con 385 malware tra i più comuni in circolazione.
I risultati di BitDefender sono interessanti: solo il 15% di questi software maliziosi è in grado di aggredire Windows 8, circa 61 dei 385 campioni, il 100% dei quali è efficace con Windows 7.
Ovviamente stiamo parlando con un produttore di antivirus, e lo scopo della ricerca di questi esperti di sicurezza non è quello di proclamare gli ottimi risultati di Microsoft ma di far paura agli utenti, evidenziando che una percentuale di malware è comunque in grado di far del male al sistema.
Emil Protalinski di The Next Web è estremamente critico verso il FUD generato dai produttori di antivirus:
“BitDefender sta forse scegliendo i risultati che le fanno comodo? Difficile da dirsi. Perché scegliere il numero 385? Se fossero stati i 100 più frequenti o i 500 più frequenti avrebbero dato un risultato migliore con una percentuale più bassa per Windows 8?”
Windows Defender, il dispositivo di sicurezza creato da Microsoft ed offerto gratuitamente sulla piattaforma è il principale motivo di acredine tra i produttori di antivirus e la corporation. Eppure, in assenza di un antivirus, questa funzione fa il suo dovere e ci si aspetta che migliori con il passare dei mesi.
Se non avete altra protezione, non disattivatelo: per darvi un’idea, BitDefender dice che se Windows Defender non è in funzione su 385 malware ben 234 funzionano regolarmente infettando la macchina.


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Diffusione Di Windows 8 Nel Mondo

Windows 8 lanciato il 26 ottobre, è stato installato da 4 milioni di persone nel weekend immediatamente successivo al suo lancio.
Soluto, un’azienda che si occupa di ottimizzazione di computer ha raccolto dati inerenti al tasso di acquisizione di Windows 8 nel mondo e a sorpresa pare che tale parametro sia molto più alto in Asia ed Europa che negli USA.
In Nord America solo 1.3% degli utenti PC hanno attualmente aggiornato il sistema operativo e addirittura secondo un recente sondaggio solo la metà degli statunitensi conoscono l’esistenza di Windows 8.
Nazione più all' "avanguardia" è a sorpresa il Vietnam, dove in poche settimane il 3.8% dei PC già adoperava il nuovo sistema operativo di Microsoft, per quanto riguarda l’Europa invece il 3.2% dei PC ungheresi e il 2.5% dei PC romeni hanno aggiornato il loro sistema operativo.
Nell’analisi di Soluto viene riportata anche l’effettiva stabilità del sistema Windows 8 il quale in media è soggetto a 5.4 crash al mese, contro ai 7.1 crash al mese di Windows 7 riscontrando una effettiva crescita in affidabilità del software.
Tra i vari dati emergono anche molti altri elementi interessanti, come i programmi che più frequentemente causano malfunzionamenti; con Windows 7 il 28.9% dei crash è causato da Google Drive, mentre con Windows 8 il programma che più spesso causa problemi è nel 18.3% dei casi Internet Explorer.


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Tutte Le Funzioni Di Windows 8 (Recensione)

Windows 8 è l'ultima versione del sistema operativo Windows sviluppato da Microsoft ed è il successore di Windows 7.
La versione finale è stata resa disponibile al pubblico il 26 ottobre 2012 come aveva anticipato Microsoft il 18 luglio 2012 durante l'annuale sales meeting.
Windows 8, utilizzabile sia da PC che da tablet, è presente in quattro edizioni: Windows 8, Windows 8 Pro, Windows 8 Enterprise e Windows RT.
In molti credevano che i grandi cambiamenti visti con la Developer Preview di Windows 8 sarebbero stati rivisti e corretti con la versione definitiva.
Poi arrivò la Consumer Preview, che si allontanava ancora di più dallo stile classico di Windows e a quel punto non si poteva più pensare che Microsoft sarebbe tornata indietro o che, secondo alcuni, sarebbe rinsavita.
E infatti con la Windows 8 Release Preview era ormai certo che l'azienda di Redmond non avrebbe risolto quelli che per alcuni erano problemi nell'usabilità e nella produttività.
L'ultima anteprima della Enterprise Edition non fece che confermare il tutto.
Eccoci così a oggi, con Windows 8 nei negozi(fisici e virtuali).
Chi ha sperato fino all'ultimo momento che Microsoft avrebbe cambiato idea ormai dovrà rassegnarsi, ma potrebbe anche ricredersi sulla bontà del nuovo sistema operativo.


NOVITA'
Il team di sviluppo, guidato da Sinofsky, ha introdotto numerose novità che rivoluzioneranno completamente il Sistema Operativo della casa di Redmond.
L’innovazione più importante è rappresentata sicuramente dall’interfaccia grafica METRO che, colorata ed essenziale, con tiles pulite e squadrate, risulta particolarmente adatta ai dispositivi dotati di touchscreen.
Dal menù laterale sarà possibile gestire i dispositivi esterni, effettuare ricerche, condividere contenuti e selezionare le preferenze di sistema.
Il tasto Start riconduce a METRO, sul quale sarà possibile trovare le applicazioni principali.
Steven Sinofsky ha fatto sapere dal suo blog che la nuova versione di Windows è pensata per fornire ai possessori di smartphone, pc, tablet e server la stessa esperienza d’uso ed è ottimizzata per favorire il dialogo tra questi diversi dispositivi.
Inoltre, ha annunciato che Windows 8 utilizzerà il processore e la memoria fisica con più efficienza rispetto al predecessore Windows 7.
In questo modo, a parità di hardware, Windows 8 sarà più veloce e reattivo di Seven e contemporaneamente utilizzerà meno risorse, con conseguente aumento di autonomia di dispositivi mobili.
Pare che gli utenti saranno un po' spiazzati da questa nuova versione che presenta diverse novità(tra cui anche una spiacevole), ovvero la scomparsa del tasto START.
E' troppo presto per dirlo ma questa trovata difficilmente verrà accettata da tutti.


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Due anni e mezzo di insuccessi, questo è il tempo che è servito per capire che erano necessari alcuni cambiamenti radicali.
Pensate sia un giudizio troppo duro per Windows Phone? Guardiamo in faccia la realtà.
 In un mercato difficile come quello degli smartphone, con Apple da una parte, Android dall'altra, BlackBerry che promette faville, alcune scelte di Microsoft erano non solo poco condivisibili, ma decisamente insensate.
Il risultato di queste scelte, prime tra tutte le restrizioni imposte sulle specifiche tecniche degli smartphone, si sono tradotte in uno scarso interesse da parte dei produttori.
I brand principali hanno fatto il loro compitino creando uno o due smartphone Windows Phone, dispositivi che non sono stati in grado d'impressionare e, cosa più importante, guadagnare importanti quote di mercato.
Ecco qualche terminale presentato con Windows Phone 7, poi mesi di silenzio senza novità, qualche altro terminale con Windows Phone 7.5, poi ancora mesi di silenzio, e ora Windows Phone 8.
Se non fosse stato per la partnership con Nokia, che ha mantenuto viva la parola Windows Phone, e Microsoft impegnata in Windows 8 che porta molto similitudini con l'OS per smartphone, avremmo rischiato di dimenticarci della sua esistenza.
Non vogliamo essere troppo cattivi con Microsoft, dopotutto se rileggete le mie recensioni delle precedenti versioni (WP 7 e WP 7.5), non ho mai nascosto la bontà di alcune scelte e l'ottima ergonomia di questo OS. Ma è chiaro che alcune, cattive, scelte hanno fatto perdere mesi e mesi preziosi per la crescita. Ma per fortuna è arrivata l'ora della svolta. Microsoft ha eliminato la limitazione sulla piattaforma hardware.
È finita l'era dei SoC single core, i nuovi smartphone potranno usare piattaforme a più core con buona pace di tutte le parole al vento di Stephen Elop, CEO di Nokia, che in più riprese ha deriso gli smartphone multi-core. Via anche la limitazione all'ormai ridicola risoluzione di 800x480 pixel, che trasformava alcuni modelli con schermo grosso in semplici "zoom" degli smartphone più piccoli.
I nuovi WP8 avranno risoluzione HD di 1280x768 / 1280x720 pixel.
Si è già parlato di smartphone Android con risoluzioni più elevate, ma è meglio che niente.
Via anche le restrizioni per la memoria esterna.
Tutti gli smartphone WP non potevano ospitare schede di memoria esterne, come le diffuse MicroSD, ora invece potranno. Microsoft è anche più aperta alle personalizzazioni dell'interfaccia grafica.
Non vedremo sconvolgimenti in questo caso, che è forse un bene, ma parti dell'OS sono a disposizione di produttori e sviluppatori per offrire maggiore interazione con le applicazioni.


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