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sabato 22 aprile 2017

Follow The Money e Follow The Hosting: Le Tecniche GDF Contro I VPS

Negli ultimi mesi sono sempre più i siti pirati chiusi dalla Guardia di Finanza, il tutto tramite due nuove tecniche investigative.
"Follow The Money" è una tecnica che consiste nel seguire i flussi di denaro generati dalla pubblicità presente sui siti di streaming illegale.
Questo perchè coloro che forniscono questo tipo di servizi non lo fanno gratuitamente ma inseriscono banner pubblicitari che portano al guadagno dopo averci cliccato sopra.
Ovviamente, quei soldi, da qualche parte devono pur finire.
Per questi motivi, per evitare di essere tracciati, i siti di streaming illegale hanno un po' cambiato metodologia di guadagno.
Insomma inserzioni pubblicitarie sino ad un certo punto ed utilizzo di servizi "Cloudflare" a go go.
Il profitto è costituito ora dagli utili derivanti dalla sottoscrizione di abbonamenti presso i "Cloud", affinché ogni utente possa fruire illegalmente delle opere multimediali tutelate.
Dunque approvato ciò, la seconda tecnica utilizzata è chiamata "Follow The Hosting" e chiama in causa direttamente i provider italiani.
Come detto molti di questi siti utilizzano dei sistemi di anonimato basati sul Cloud come Cloudflare per far risultare i server all’estero e cercare di farla franca.
Quando le forze dell’ordine trovano un sito che distribuisce contenuti illegali, chiedono ai provider di verificare la presenza di un servizio “Web Hosting, Cloud Hosting, VPS Hosting, Server Dedicato” e così risalire al reale intestatario del sito.
Insomma l'idea è di scavalcare l'architettura complessa che prova a porre una serie di ostacoli per risalire alla collocazione effettiva del server che eroga i contenuti.
In parole povere i siti risultano all'estero pur essendo gestiti dall'Italia, e la GdF ha sviluppato una metodologia di indagine che le consente di aggirare quella che chiama "anonimizzazione" garantita da sistemi VPS.
In tal modo si arriva ad identificare l’utente responsabile dell’attività criminale, rendendo inefficace l’adozione dei sistemi di anonimato utilizzati da tali soggetti per coprire le loro condotte illecite.

giovedì 20 aprile 2017

Cos'è e Come Funziona Alienet (The Darknet Project)


Alienet è una rete privata e chiusa, quindi nascosta sviluppata da "The Darknet Project".
Sotto certi versi il funzionamento è simile alla rete TOR  con la differenza che qui è implementata, automaticamente, una VPN.
Il client VPN usato è OPENVPN che serve per collegare Alienet.
È necessario inoltre scaricare una chiave criptata.
Le uniche informazioni che Alienet necessita per identificare il client nella rete sono l'IP assegnato e la chiave PEM, crittografata a 2048 bit.
Il server che riceve la richiesta di accesso si disinteressa totalmente dell’ IP del richiedente ma regola gli accessi solo in base alla chiave di accesso criptata in possesso del richiedente.
Per ogni connessione il server Alienet genera un IP fake che viene assegnato all’utente.
Se si utilizza un client pubblico, l'unica informazione trasmessa è la chiave PEM.
Dunque per eseguire un server in Alienet (server di posta, server web, server IRC, etc) è necessario richiedere un SERVER-KEY. È libero come tutto in questo sito venduto, e anche il servizio è gratuito.
E' possibile anche registrare un dominio.
I domini di Alienet (come l'IP assegnato) non sono disponibili sul Clear Web, né con TOR, né con I2P ed hanno un'estensione .anon.
Poiché il tutto funziona come una VPN, lo si può usare anche per navigare sul Clear Web (anche se non si tratta assolutamente di un Proxy).
È possibile effettuare un controllo sul sito darknetproject.anon una volta entrato nella rete Alienet.
Download: http://alienet.info/

Tor2Alienet Gateway: fuacantanj2vhfpw.onion/alienet
Web2Alienet Gateway: darknetproject.info/alienet

È inoltre possibile trovare una guida completa su Alienet a questi link:
http://darknetproject.info/alienet/install.html
http://fuacantanj2vhfpw.onion/alienet/install.html

mercoledì 19 aprile 2017

Quanto Guadagnano Gli Youtuber? Costo Per Mille Impressioni (CPM)

Esattamente per come accade per con Google Adsense, è difficile dare cifre esatte su quanto si possa guadagnare su Youtube.
I guadagni dipendono naturalmente da quante visualizzazioni si riescono a totalizzare su un singolo video, su quali pubblicità vengono mostrate e da come le persone interagiscono con la pubblicità (la guardano, la saltano, ci cliccano sopra, chiudono il video, etc).
Prima è bene chiarire il criterio in base al quale vengono ricompensati gli Youtuber.
Questo criterio è il CPM (costo per mille impressioni) e si tratta della somma che gli sponsor versano a Youtube per visualizzare i loro messaggi promozionali ogni 1000 video.
La cifra è variabile a seconda dei mesi.
Non è dunque possibile dare una cifra precisa, anche se esiste una ricerca eseguita qualche anno fa da Tubemogul che spiega come mediamente possiamo stimare circa 2 euro ogni 1000 visualizzazioni.
Dunque totalizzare 10.000 visualizzazioni significa guadagnare grossomodo 20 euro.
A questo punto emerge ancor più chiaramente l'importanza di creare una canale che sia sempre aggiornato, dunque video periodici o quasi.
La cifra per ogni 1000 visualizzazioni oscilla dai 2 euro ai 7 (anche poco di più per casi eccezionali).
Generalmente il CPM, aumenta per i canali più grandi, che hanno un pubblico più variegato.
Inoltre un inserzionista che paga per far vedere il suo video pubblicitario preferirà pubblicizzarsi su canali molto “popolati” di utenti, non su quelli che ne hanno pochi, motivo per cui chi ha un canale con molti utenti guadagna di più per singolo utente.
Un canale grosso che fa circa 300.000/400.000 visualizzazioni a video può guadagnare anche 300-400 euro.
Le cifre, quindi, possono essere anche molto alte.
Il tutto dipende non solo dal numero di iscritti, ma anche dalla capacità di relazionarsi con aziende esterne e di avere rapporti con le agenzie pubblicitarie, che possono proporre prodotti da recensire (questa è un'altra forma di guadagno da aggiungere al CPM appena visto).
Riassumendo:
1) 7 euro ogni 1.000 visualizzazioni (0,007 € ogni visualizzazione): ovvero 700 euro raggiungibili con 100.000 visualizzazioni.
Questa pratica sembra essere applicata solo agli Youtuber più famosi, ovvero quelli che fanno moltissime visualizzazioni ogni mese, anche perchè pubblicano moltissimi video in quell'arco di tempo.
2) 1 euro ogni 1.000 visualizzazioni (0,001 € ogni visualizzazione): per coloro alle prime armi.
3) 10 euro ogni 1.000 visualizzazioni (0,01 € ogni visualizzazione): la terza teoria sembrerebbe essere quella riservata agli Youtuber che ricevono veramente tantissime visualizzazioni (almeno un milione per ogni video) e dovrebbe aggirarsi intorno al centesimo di euro per ogni spettatore.
Questi con un milione di visualizzazioni raggiungono i 10.000 euro.
Ovviamente il 45% di questi soldi va a Youtube e l’altro 55% al creatore di contenuti.


TUTTI POSSONO GUADAGNARE?
A questo punto verrebbe spontaneo chiedersi se tutti i video possono essere monetizzati e tutti i canali possono ottenere una partnership.
La risposta è, ovviamente, no.
Affinché si possa guadagnare con i filmati su Youtube occorre rispettare le regole del portale, bisogna quindi postare i propri contenuti con una certa frequenza (diciamo almeno un video a settimana), non bisogna inserire musiche o frammenti di video coperti da copyright nelle proprie produzioni (a meno che non se ne abbia il permesso), non si devono copiare video da altri canali, non si devono pubblicare contenuti gore/splatter, etc

martedì 18 aprile 2017

La PAL-V Immette Sul Mercato La Prima Macchina Volante

L’azienda olandese PAL-V ha messo in prevendita un prototipo di auto volante alla cifra di partenza di 299 mila euro (per la Pioneer Edition, il prezzo sale a 499 mila grazie a un’attrezzatura futuristica che comprende un display elettronico per il controllo di volo).
La Liberty è definita dall’azienda “la prima auto volante commerciale certificata della storia”, e consiste in un’auto a tre ruote che sul tettuccio ha installato un rotore retrattile, e sulla parte posteriore un’elica, le cui azioni combinate (principio dell'autogiro), le consentono di trasformarsi da auto ad oggetto volante (e viceversa) in un lasso di tempo che va dai 5 ai 10 minuti.

Robert Dingemanse, amministratore delegato di PAL-V: “Dopo anni di duro lavoro, battendo sfide continue tecniche e di qualità, il team è riuscito a creare un’auto volante di ultima generazione che soddisfa i criteri di sicurezza esistenti in tutto il mondo”

Saranno prodotti 90 esemplari centro la fine del 2018, ognuno dei quali equipaggiato con due motori Rotax, uno da 100 CV per la strada e uno da 200 per i cieli: lunga 4 metri e larga 2.
La Liberty può raggiungere i 160 km/h e percorrere circa 1.300 km con un pieno, passando da 0 a 100 km/h in 9 secondi.
Quando è il momento di spiccare il volo, l’auto si solleva arrivando a toccare 3.500 metri di quota.
Nel cielo l'auto può toccare i 180 km/h, e ha un’autonomia, con il solo pilota, di 500 km.
Lo spazio di decollo è di 100-200 metri di lunghezza e 20 di altezza, senza ostacoli intorno e chiunque decidesse di acquistarla dovrebbe essere in possesso di una licenza di volo.
I primi test sono stati effettuati nel 2009 e ripetuti nel 2012 con successo, ed è allora che PAL-V ha iniziato a produrre l’auto che nei giorni scorsi è stata messa in prevendita.
A bordo sono stati installati tutti gli strumenti richiesti per il volo, tra cui un sistema di controllo del traffico aereo di seconda generazione che ha avuto il benestare della Civil Aviation Organization.

Il Malware F11 e La Truffa Flash Player

Periodicamente assistiamo alla comparsa di Malware di vario genere che si nascondono dietro ad app e software apparentemente innocui.
L'app chiamata F11, spingeva gli utenti a pagare ben 18€ per poter scaricare un fantomatico aggiornamento di Flash Player, ovviamente inesistente.
Il plugin per Android storicamente è sempre stato disponibile gratuitamente, ma è diventato obsoleto e non più supportato da diversi anni (addirittura dal 2012, un'era informaticamente parlando).
Il Malware è stato battezzato con il nome Android/Spy.Agent.SI: non solo si camuffa da Flash Player ma soprattutto è in grado di presentarsi all’utente del dispositivo con la stessa grafica dell’app di home banking della sua banca.
L'app è stata scoperta e prontamente segnalata da ESET, uno dei principali produttori europei di software per la sicurezza digitale, e poi successivamente eliminata dallo store.
Secondo quanto riportato, potrebbe essere stata scaricata dalle 100.000 fino alle 500.000 volte, una cifra assolutamente considerevole che rende chiara la pericolosità di questo genere di truffe.
Una volta installata, veniva aperto un tutorial per l'installazione del Flash Player che indirizzava gli utilizzatori verso una pagina di PayPal con lo scopo di pagare l'importo richiesto.
Lo schermo viene bloccato su questa schermata fasulla fino a quando l’utente inserisce le proprie credenziali di accesso.
Una volta ottenuti nome utente e password gli attaccanti possono effettuare operazioni sul conto corrente, trasferire denaro, superando persino l’autenticazione a due fattori.
Gli esperti di sicurezza rilevano infatti che a questo punto i pirati informatici possono addirittura dirottare i messaggi SMS indirizzati al dispositivo infettato, eliminandoli, in questo modo è possibile confermare le operazioni fraudolente superando l’autenticazione a due fattori che si basa sull’invio di SMS di conferma, il tutto senza che l’utente si accorga di nulla.
Successivamente venivano invitati ad installare un browser alternativo a scelta tra Firefox o Dolphin direttamente dal Google Play Store.
Inutile precisare che entrambe le App sono disponibili gratuitamente e che supportano automaticamente i contenuti Flash senza la necessità di pagare alcun importo.
PayPal comunque permette, entro 180 giorni dall'avvenuto pagamento, di aprire una controversia che, se andrà a buon fine, permetterà di ricevere un riaccredito della cifra estorta con l'inganno.

lunedì 17 aprile 2017

La Bandai Rilancia Il Tamagotchi Originale

Un altro colosso di elettronica d’altri tempi ha pensato di scommettere sull’effetto nostalgia.
Bandai prova a rilanciare il vecchio Tamagotchi originale, senza impasti di modernità e senza aggiunte next generation.
L’azienda ha rilanciato il classico Tamagotchi per celebrare il suo ventesimo anniversario, se si conta la release originale nel maggio 1997, anche se in Giappone il prodotto era già disponibile dal novembre del 1996.
Ma sostanzialmente di cosa si tratta? L'obiettivo del gioco è quello di prendersi cura sin dalla nascita di una specie chiamata Tamagotchi.
Dargli il necessario per farlo crescere, farlo vivere il più a lungo possibile, accendere/spegnere la luce, ripulire i suoi bisogni, controllarne l'età, peso, felicita, disciplina (sgridandolo, se necessario), farlo giocare e curarlo in caso di malattia.
Il giocatore, tramite tre tasti (A, B e C), interagisce con il Tamagotchi e può svolgere tutte queste attività.
Dopo varie riedizioni moderne, esperimenti digitali, nuove funzionalità e varianti a colori, il prossimo Tamagotchi tornerà sul mercato nel più classico stile pixel in bianco e nero, con i sei personaggi originali.
L’unico vero cambiamento consiste nella dimensione: le piccole uova, infatti, sono grandi la metà degli originali.
Ad oggi, l'oggetto, è stato ufficializzato solo per il Giappone, dove costa circa 17 euro al cambio.

sabato 15 aprile 2017

Torna Il Nokia 3310: Funzionalità e Differenze Con L'Originale

A volte ritornano.
Ok non parliamo esattamente del Nokia 3310 che uscì nel lontano 2000 (ben 17 anni fa), quello per intenderci che spopolò grazie a Snake (e non solo).
Però siam là.
O comunque è un'operazione nostalgia bella e buona.
Il vecchio, anzi l'originale, rimane comunque uno dei telefoni più amati (e venduti) della storia.
Il modello originale misura 133x48x22mm con un peso di 133 grammi, viene alimentato da un processore con un core ed è ovviamente privo di fotocamere.
Il display è monocromatico (bianco e nero) da 1.5 pollici di diagonale.
La batteria è da 900mAh, e non aveva alcun tipo di memoria per i file dell'utente, se non quella minima per il sistema operativo e i contatti


IL NUOVO 3310
Se n’era parlato molto nelle scorse settimane, complici qualche indiscrezione e una sapiente operazione di marketing sui social media.
Nokia riporta davvero il celebre gioco Snake in vita, sarà dunque possibile tornare a giocare a una versione leggermente riveduta e corretta.
Il nuovo Nokia 3310 avrà come l’originale una batteria prodigiosa (fino a 22 ore in uso, fino a un mese in stand-by), sarà disponibile in quattro colori (rosso, giallo, blu e grigio) e avrà all’interno la suoneria che l’ha reso celebre e il classico Snake.
Inoltre tastiera fisica, display a colori tondeggiante da 2,4″ QVGA,  fotocamera da 2 Mega Pixel, 16 GB di memoria interna (espandibile fino a 32GB tramite microSD), radio FM, player MP3, Bluetooth 3.0 e batteria rimovibile da 1200mAh in grado di garantire come detto fino a 22ore di conversazione.
Il sistema operativo utilizzato è il Nokia Series 30+.
In base al paese sarà disponibile anche in versione dual-sim ed userà le reti 2G (niente 3G).
Niente WhatsApp, niente Messanger, nè Facebook, nè Android.
Sarà venduto a partire dalla seconda metà del 2017 a 49 euro.
A livello di funzionalità, forse un po' limitante (ma per 49 euro cosa volevate?) ma del resto queste funzionalità nei primi anni del 2000 non esistevano.
Insomma operazione commerciale per nostalgici e per tornare indietro nel tempo di almeno un decennio, anzi di più.

venerdì 14 aprile 2017

Guardare Partite In Streaming Gratis (Premier League, Serie A, LegaPro, Liga, etc)

Storicamente o almeno da quando sono nate le Pay TV, lo sport è sempre stato sinonimo di contenuti a pagamento.
All’estero sono già attivi dei servizi dal funzionamento simile a Netflix, ma dedicati allo sport: si paga una quota mensile, solitamente non superiore ai 10 euro, e si ha accesso alle più importanti competizioni sportive e calcistiche del mondo.
Fubo è disponibile solo per chi si connette dagli Stati Uniti, e trasmette in streaming alcune partite di Champions ed Europa League, Premier League, Liga, Serie A, Bundesliga, Ligue 1, Liga Portugal e MLS.
Ci sono tre diversi abbonamenti.
Uno in lingua inglese con 49 canali disponibili da 34 dollari al mese, uno in spagnolo con 16 canali da 14,99 dollari al mese e uno portoghese da 19,99 al mese.
Oltre al calcio, Fubo offre anche la visione di tutti i principali sport nordamericani.
DAZN è un servizio di Perform Group (quelli di Opta, società di analisi dei dati legati al calcio). È stato lanciato meno di un anno fa e per ora è disponibile solo per chi si connette da Svizzera, Austria, Germania e Giappone. Costa 9,99 euro al mese e da dopo l’iscrizione si ha un mese intero di prova. Trasmette tutti i principali campionati del continente ma non le coppe europee.


FACEBOOK
Per il momento, in Italia, lo streaming gratis su Facebook è la più grande e promettente novità per quanto riguarda la diretta delle partite di calcio.
In estate la Roma è stata il primo club europeo a trasmettere un’intera partita in diretta sulla propria pagina Facebook.
A inizio febbraio le semifinali della Coppa del Re, la coppa nazionale del calcio spagnolo, sono state trasmesse sulla pagina ufficiale della Liga e su Sports on Facebook, la pagina sportiva ufficiale del social network.
Il primo campionato di calcio a trasmettere le proprie partite in diretta è stato quello messicano: da febbraio a fine stagione gli utenti che si connettono dagli Stati Uniti potranno vedere 46 partite stagionali della prima divisione messicana.
Il 17 febbraio la Liga spagnola ha annunciato che tutte le partite di campionato in programma il venerdì sera saranno trasmesse gratuitamente e in diretta su Facebook fino al termine della stagione grazie a un accordo con Mediapro, la società multimediale che detiene i diritti sia del campionato sia della Coppa del Re.
In Italia la prima partita ufficiale trasmessa su Facebook è stata Cosenza-Catanzaro, sulla pagina della Lega Pro il 22 dicembre scorso.


SITI DI SCOMMESSE
Da venerdì 2 dicembre le partite di Serie A, Serie B e Lega Pro sono visibili in streaming sul sito dell’agenzia di scommesse SNAI.
Ad esempio su Match-Point e non solo.
Anche Bet365, Eurobet e siti analoghi offrono la diretta delle partite di Serie A e Lega Pro.
La visione delle partite in streaming è gratuita a condizione che ci si registri sul sito della SNAI (inviando un documento d'identità valido) e che si abbia un conto di gioco con un saldo attivo.
Chi non ha un conto su SNAI può crearlo versando un importo iniziale minimo di 15 euro (in realtà su molti conti, tipo Betaland, basta l'importo minimo per fare una scommessa).
Le partite possono essere viste sia sul sito della SNAI che sull’app per mobile “SNAI Sport Scommesse”.
Le partite si vedono senza telecronaca e in un player che non si può ingrandire a tutta pagina.
Bet365 ha un’offerta molto ampia: oltre al calcio si possono vedere anche partite di tennis, basket, pallavolo e un’altra decina di sport.
Per quanto riguarda il calcio, Bet365 trasmette alcune partite di Serie A, Serie B, Liga, Championship, Bundesliga e Ligue 1.
Alcune dirette sono visibili solamente in alcuni paesi e la programmazione può subire cambiamenti. Eurobet fornisce un servizio simile a Bet365: basta registrarsi e avere un saldo di gioco attivo.


SKY
Sky, oltre ai vari pacchetti di abbonamento per il servizio di Pay TV, manda in streaming sul sito di TV8 (uno dei suoi canali trasmessi in chiaro) una partita di Europa League (o diretta con tutte le partite), ogni giovedì.
Inoltre tempo fa Sky ha lanciato NOW TV, un servizio streaming online che permette di vedere i contenuti sportivi della Pay TV pagando abbonamenti giornalieri, settimanali o mensili, che però superano abbondantemente le cifre richieste da DAZN e Fubo.

Aperta La Nuova Microsoft House A Milano

Circa 1 mese fa in Viale Pasubio 21 (Milano) è stato aperto il nuovo indirizzo Microsoft House per l'Italia.
Nella nuova sede non entreranno solo i mobili ed infrastrutture appena comprate ma anche l’open innovation del futuro.
L’edificio è formato da 6 piani.
I piani terra sono dedicati alla Customer Area aperta al pubblico con showcase dei prodotti.
Il primo piano della Microsoft House è dedicato al Microsoft Technology Center, un innovativo centro esperienziale in cui tutte le realtà aziendali di grande come di piccola dimensione e i professionisti di ogni settore possono sviluppare e dare forma ai propri progetti, beneficiando delle soluzioni e della consulenza messa a disposizione da Microsoft, da Intel e dai loro Partner.
Dal secondo al quinto, i piani sono riservati ai dipendenti e collaboratori dell’azienda.
Le aree di lavoro Open Space non prevedono alcuna postazione dedicata.
Sui piani operativi, le postazioni non assegnate in Open Space sono differenziate nella forma e nell’estetica, a secondo delle funzioni e delle necessità.
Le aree operative sono state differenziate in tipologia di lavoro con un particolare design dei cluster e delle finiture degli arredi e dei pavimenti.
Nei Social Hub, le persone si possono incontrare, fare riunioni informali con monitor a parete o piccoli break con i colleghi.
La disposizione degli ambienti interni prevede inoltre una Touch down area, tavoli alti per brevi attività senza necessità di occupare una vera e propria postazione di lavoro.
Al quinto piano lo spazio The Loft di 500 mq a tripla altezza, dalla vista esclusiva sulla città, è composto di una sala con tavolo riunione da 16 persone, una cucina e uno spazio informale/relax arredato con divani e dotato di schermo, si offre come vera e propria casa nella casa.
Le Smart Flowers sono postazioni organiche adatte a un lavoro di tipo individuale e di concentrazione.
I Garden Tables sono aree circolari, arricchite di piante al centro, che consentono sia il lavoro individuale sia di team (in questo caso le piante possono essere abbassate per creare un unico tavolo tondo da riunione).


Perchè Il Neonato Piange? Ce Lo Dice Cry Translator

Il dottor Antonio Portugal Ramìrez, spagnolo e primario della clinica Juaneda Menorca, grazie all'aiuto della Biloop Technologic è riuscito ad inventare un' app (Cry Translator) che interpreterebbe il pianto di un neonato.
Affamato, assonnato, seccato, arrabbiato o annoiato?
Messo l'Ipod a distanza di circa 30 centimetri dal bambino, va schiacciato il tasto "start".
L'app dirà a mamma e papà con un colore diverso per quale motivo il bambino piange.
Sostanzialmente viene analizzata la sua onda sonora.
Il programma utilizza una tecnologia rivoluzionaria che riesce a identificare velocemente se il pianto del bimbo sia basato su uno dei cinque stati psicologico-emozionali: la fame, la fatica, il fastidio, la tensione o la noia.
Queste cinque caratteristiche sono universali in tutti i bambini indipendentemente dalla cultura e dal linguaggio
Il margine d'errore, secondo gli sviluppatori, è del solo 4%.
Utile app o semplice trovata pubblicitaria?

Per iPhone: Cry Translator (Download)