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domenica 26 marzo 2017

Come Rendere I Bitcoin Non Tracciabili

Già negli anni 90, i cartelli colombiani avendo l'esigenza di raccogliere denaro in giro per il mondo, erano costretti ad affidarsi ai cosiddetti "broker".
Si tratta sostanzialmente di creare una grossa rete di comunicazione, di inviare soldi ai broker che a loro volta li girano in banche non ufficiali (gestite direttamente dai cartelli colombiani).
La comunicazione telematica avveniva/avviene tramite telecomunicazioni criptate.
Prima dei sistemi elettronici venivano utilizzate tecniche "fisiche" trasportando il denaro in paesi con normative bancarie più blande o corrompendo gli ispettori alla dogana.
Tutto ciò serviva/serve per simulare un origine "lecita" del danaro, per poi riversarlo in attività lecite.
Essenzialmente i metodi di ripulitura del denaro virtuale (Bitcoin) si basano su tecniche diverse ma grossomodo il fine è lo stesso.


SERVIZI PER RENDERE NON TRACCIABILI I BITCOIN
-Mixing Service (Tumbler): cioè si tratta di Cryptocurrency Mixing Service, ovvero servizi finalizzati a rendere non tracciabile il denaro digitale.
Sostanzialmente si tratta di rendere non identificabile l'origine del denaro, confondendo le tracce (il tutto mescolando le transazioni di differenti utenti).
Rappresentano il corrispettivo virtuale dello spostare soldi nei paradisi fiscali.

-Dark Wallet: l'acquisto in BTC è mischiato con quello di altre persone rendendo impossibile identificare al 100% chi ha acquistato e cosa.
In sede di vendita si può usare un indirizzo crittografato condiviso solo con lo specifico cliente.

-Bitcoin Laundering: questi servizi "ripuliscono" il denaro virtuale rendendolo come "nuovo" (cioè come se non fosse mai stato utilizzato sulle Darknet).
Il denaro è mescolato e poi scambiato con monete nuove impedendo il tracciamento.
Il tutto dura una mezz'oretta.

-Cyber Laundering: i BTC vengono mescolati tra di loro in modo tale da rendere impossibile l'attribuzione di una specifica operazione al singolo utente.
Servizi di questo tipo sono ovviamente a pagamento e trattengono il 2% della somma "lavata".
Inoltre l'importo viene leggermente aumentato (di centesimi) per aumentare ulteriormente il livello di sicurezza.
Ogni traccia è poi eliminata dal sistema dopo 24 ore.

-BitMixer: il denaro viene inviato nelle casse degli erogatori del servizio e costoro sostituiscono questo denaro con quello anonimo presente in cassa.
In questo modo viene interrotta la catena del Blockchain.


ALTRI CONSIGLI
-Utilizzare nuovi indirizzi per ogni pagamento ricevuto.

-Utilizzare diversi Wallet per rendere più difficile il tracciamento dei soldi.

-Impiego di più conti per spezzettare il denaro. Se devo pagare 3 BTC, posso dividere questa somma in più conti (ad esempio 0.6 BTC, 1 BTC, 1.1 BTC, 0.2 BTC, 0.1 BTC).
Si tratta sempre della stessa cifra ma il tracciamento risulterà quasi impossibile.

-La somma da rendere "non tracciabile" tramite "lavaggio" non deve essere fissa (se ho 3 BTC e il costo di trattenuta del Laundering è del 2%, risulta facile tracciare tutte le operazioni di ripulitura applicando il 2% ai 3 BTC).

-Movimenti dei BTC devono avere un ritardo casuale: da poche ore a settimane.
Ciò per evitare schemi fissi/regolari di spostamento, rendendo più facile il tracciamento del sospetto.

venerdì 24 marzo 2017

Cos'è Il Contest Ask.fm Hero: Come Funziona e Premi In Palio

Il famoso social di "domande e risposte" (Ask.fm), oltre all'introduzione di nuove emoticons e della funzione "sondaggio", ha lanciato in questi giorni un nuovo contest: Ask.fm Hero.
Sostanzialmente si tratta di girare un video con una certa tematica e poi d'inviarlo ai gestori di Ask.
Per partecipare al contest è necessario filmare un video, dove si spiega come rendere il mondo un posto migliore e qual è la migliore azione che avete fatto riguardo ciò.
Il link del video andrà inviato entro il 27 marzo, qui: Hero Ask.fm (Official Site) o hero@ask.fm.
E' possibile usare Dropbox, We Transfer, Google Drive, Youtube, etc

Il video deve avere queste caratteristiche:
1) Massimo 1 minuto
2) Massimo 100 MB
3) Essere registrato in modalità "verticale"
4) Essere in inglese
5) Il partecipante/la partecipante deve avere più di 13 anni

Il 29 marzo il video sarà pubblicato su Ask.fm Hero (Ask.fm Page)
Gli utenti sceglieranno i 16 finalisti, votando per i partecipanti fino al 9 aprile.
Il vincitore sarà selezionato dalla giuria di Ask ed annunciato ufficialmente il 20 aprile.

Diventando "Hero" avrete la possibilità di scegliere a quale evento partecipare nel 2017 (ci sono 2 biglietti in palio più la possibilità di avere particolari ticket backstage per incontrare vip famosi) e ASKfm pagherà per questo (2mila dollari spendibili).
Non solo eventi musicali ma anche sportivi.
Inoltre, potrete diventare l'ambasciatore ufficiale di Ask.fm per il 2017 (cioè l'utente più popolare), il principale gestore di Ask.fm sui social media avendo anche la possibilità di partecipare a eventi organizzati dal vivo da Ask.fm.
Il secondo classifica invece, vincerà una "GoPro Hero 5 Black".
Per ulteriori info: hero@ask.fm

Migliori App Per Visori VR (Realtà Virtuale)

Con il diffondersi dei visori per la realtà virtuale (Oculus Rift e il Visore VR di Sony), gli sviluppatori da qualche tempo hanno cominciato ad inondare il mercato di applicazioni.
Vediamone alcune interessanti.


SKY VR
Permette di guardare clip a 360° o video posti in una stanza immaginaria creata dal VR stesso.
Sky VR (Download)


FOX SPORTS VR
Permette di vedere eventi sportivi come se fossimo allo stadio.
Fox Sports VR (Download)


WITHIN VR
Stesso funzionamento dell'app di sopra.
Within VR (Download)


NEXTVR
Enorme contenitore di programmi televisivi.
Nextvr (Download)


OCULUS VIDEO
Video ed immagini più cliccate del momento.
Oculus Video (Download)

martedì 21 marzo 2017

Da Bitcoin Core Ad Electrum: Trasferire Un Account e Il Balance (Senza Sincronizzazione)

Soprattutto per chi usa/usava vecchi wallet come Bitcoin Core, potrebbe essere utile spostare criptovaluta virtuale da un software all'altro, senza aspettare la sincronizzazione.
Ricordo che per sincronizzazione ci si riferisce al caricamento di tutta la Blockchain (ormai arrivata ad oltre 30 Giga) che corrisponde grossomodo a diverse settimane con il computer acceso almeno un 10/15 ore al giorno.
Altre volte potrebbe capitare che Core va in crash e bisogna re-iniziare la sincronizzazione da capo.
Il consiglio è ovviamente quello di usare wallet più moderni come Electrum, comunque nel caso fosse capitata una cosa del genere, è possibile spostare Bitcoin da un wallet all'altro senza aspettare la sincronizzazione.


COME TRASFERIRE UN ACCOUNT SENZA SINCRONIZZAZIONE
E' possibile, come detto, trasferire soldi da un wallet all'altro ripristinando un vecchio account.
Ovvero i soldi non vengono spostati, viene solo creato un wallet che recupera il balance (saldo) dal precedente.
Per fare ciò dovrete recuperare la chiave privata da Bitcoin Core.
Per prima cosa andate su "Receive" e segnatevi il vostro indirizzo wallet.
Poi Setting e dalla console (Debug) scrivete dumbprivkey [indirizzo del vostro wallet].
La console vi darà come risposta la vostra private key, appuntatevela da qualche parte.


TRASFERIMENTO DEL BALANCE DA CORE AD ELECTRUM
Per il trasferimento dell'account, vi basterà aprire Electrum e poi da wallet, schiacciare su private key ed infine Sweep.
Qui dovrete inserire la private key che vi siete appuntati in precedenza.
Se avete fatto tutto giusto vi comparirà il saldo del vostro vecchio account.


CREAZIONE NUOVO WALLET CON VECCHIO INDIRIZZO
Schiacciando su New/Restore (da file) di Electrum ed inserendo un nome, potrete creare un nuovo wallet utilizzando la vostra vecchia private key.
I passaggi sono: New/Standard Wallet/Use Pubblic Or Private Keys (dopo dovrete inserire la vostra chiave privata).
In poche parole verrà creato un wallet con il vostro vecchio indirizzo, con sopra il vecchio balance.
Da File/Recently Open potrete passare da un wallet all'altro.
Siete passati da Core ad Electrum, in pochi minuti, senza attendere settimane, senza sincronizzare il blockchain.

Se volete avere sempre sottomano statistiche inerenti i Bitcoin (transazioni, balance, emissione, blocchi, etc) non vi rimane che dare un'occhiata a questi siti: BlockExplorerBlockchain



Fate un salto anche qui:
Come Guadagnare Bitcoin Gratis (Guida Freebitcoin)
Come Comprare Bitcoin Con Paypal (Guida)
Migliori Siti Per Comprare Bitcoin
Dove Spendere I Propri Bitcoin (Siti Online)
Siti Per Vendere e Convertire Bitcoin In Euro (Trading ed Exchange)
Differenze Tra Wallet Virtuali, Software, Hardware, Cold Wallet e Paper Wallet (Vantaggi e Svantaggi)
Migliori Wallet Virtuali Per Bitcoin
Cos'è Trezor e Come Configurarlo (Hardware Bitcoin Wallet)

lunedì 20 marzo 2017

Migliori Software Per Ottimizzare Windows e Connessione

In questo breve articolo vedremo degli utili software per ottimizzare le prestazioni di Windows e gestire al meglio Wi-Fi  e connessione internet.


HDD CONTROL 2 (per il disco rigido): Hdd Control (Download)
ASHAMPOO WINOPTIMIZER 12 (per problemi hardware e software): Ashampoo WinOptimizer (Download)
CCLEANER (per rimuovere files temporanei ed obsoleti, per cancellare cookies e rimuovere errori del registro): CCleaner (Download)
REVO UNINSTALLER (per rimuovere affondo tracce di disinstallazione): Revo Uninstaller (Download)
FILEHIPPO APP MANAGER (per aggiornare driver e programmi): FileHippo App Manager (Download)
ANVI BROWSER REPAIR TOOL (per ripristinare e riparare le impostazioni del browser): ANVI Browser Repair Tool (Download)


EKAHAU HEATMAPPER (per ottimizzare il Wi-Fi): Ekahau Heatmapper (Download)
ACRYLIC WIFI HOME (per gestire al meglio le connessioni internet): Acrylic WiFi Home (Download)
NETSPOT (per risolvere problemi di segnare e Wi-Fi): Netspot (Download)
SG TCP OPTIMIZER (per ottimizzare il protocollo TCP/IP): SG TCP Optimizer (Download)
DNS JUMPER (per cambiare i DNS con facilità): DNS Jumper (Download)



domenica 19 marzo 2017

Lo Schema Ponzi: Storia Della Truffa Del Secolo

Molti dei meccanismi di guadagno online sono basati sullo Schema Ponzi piramidale (comprese le cosiddette catene di Sant'Antonio).
Vediamo di cosa si tratta.
Charles Ponzi, nacque in provincia di Ravenna, nel 1882.
Sbarcò negli Stati Uniti nel 1903 con in tasca 2 dollari e 50 centesimi.
In seguito si trasferì a Montreal, in Canada, dove iniziò a lavorare per il Banco Zarossi, una banca fondata da Luigi Zarossi.
Il Banco prometteva ai suoi correntisti un rendimento del 6%, il doppio di quello che praticavano le banche all’epoca.
Dopo pochi anni si scoprì che Zarossi truccava i conti della sua società e Ponzi fu arrestato e condannato a 20 mesi di prigione per aver falsificato un assegno.
Nel 1911 tornò negli Stati Uniti e dopo poco venne arrestato di nuovo per aver organizzato l’arrivo nel paese di immigrati irregolari italiani.


SCHEMA PONZI
Dopo due anni di prigione abitò tra Atlanta, Boston e New York.
Ponzi fece un gran numero di lavori per cercare di sopravvivere e fondò diverse piccole imprese che finirono tutte molto male.
Probabilmente in questo periodo gli venne l’idea dello schema che da allora porta il suo nome.
Tutto partiva da un’idea che sembrava geniale: sfruttare un’apparente falla nel sistema postale degli Stati Uniti per comprare in Italia francobolli americani a basso prezzo e rivenderli negli Stati Uniti ad un prezzo maggiorato.
Aveva appena scritto una «Guida del commerciante», una sorta di vademecum per promuovere i rapporti commerciali.
La guida conteneva pubblicità ed indirizzi di una serie di inserzionisti.
Il volume venne spedito agli interessati, su richiesta.
La guida non ebbe il successo sperato, finché alcune settimane dopo Ponzi ricevette una lettera da una società spagnola che chiedeva informazioni in merito al volume.
Dentro la busta un buono che Ponzi non aveva mai visto prima.
Chiese allora informazioni e scoprì qualcosa che a suo dire gli avrebbe fatto guadagnare molti soldi.
La busta conteneva un buono da scambiare con il francobollo da appiccicare alla risposta.
La cosa particolare era che il buono (spagnolo) valeva di meno del francobollo (americano).
I buoni infatti avevano un costo diverso in ciascun Paese ma il loro controvalore in francobolli era lo stesso dappertutto.
Gli accordi postali internazionali prevedevano che il destinatario non potesse utilizzare i francobolli della nazione del mittente, né il mittente poteva, nel proprio paese di residenza, acquistare i francobolli del paese estero di residenza del destinatario.
Bisognava utilizzare i buoni internazionali, che avevano la funzione di pagare i costi postali tra due persone che vivevano in stati diversi, con un diverso costo della vita.
Ponzi capisce che, se riceve i buoni da un paese dove costano di meno, come la Spagna o l’Italia, la sola transazione poteva generare un profitto.
100 buoni possono originare 100 francobolli, ma se un buono spagnolo (costo in dollari = 10 centesimi) è cambiato negli Stati Uniti con francobolli da 15 o 20 centesimi l’uno, ecco che il profitto è del 50% o del 100%.
Il sistema era dunque: inviare soldi in Italia, far acquistare da un mandante i buoni, farglieli inviare negli USA, scambiare gli IRC (buoni) con francobolli statunitensi, infine vendere i francobolli.
Ponzi sostenne che il profitto realizzabile, tenuto conto delle transazioni e dei tassi di cambio, era del 400%.
A questo punto Ponzi incoraggia amici e colleghi a scommettere sul suo sistema, promettendo loro un tasso di rendimento sugli investimenti del 50% in 90 giorni.


LA SECURITIES EXCHANGE COMPANY
Costituisce una società, la Securities Exchange Company, per promuovere il suo sistema.
Alcuni investono e sono ripagati come promesso, gli investimenti cominciano ad affluire ad un tasso crescente.
Ponzi assunse degli agenti e pagò provvigioni molto generose.
Poco dopo, il capitale di Ponzi ammontava a $5.000, 1 mese dopo circa 30.000 dollari.
Ponzi inizia ad assumere altri agenti per raccogliere fondi da un po' tutta America.
Raccolti 420.000 dollari Ponzi depositò il denaro nella Hanover Trust Bank.
L'intento era di prendere il controllo della banca, ci riuscì a luglio dato che ormai aveva depositato diversi milioni.
Le persone ipotecarono le proprie case investendo nella compagnia tutti i loro risparmi.
Ponzi incamera fondi a tassi favolosi, ma un’analisi finanziaria abbastanza semplice poteva mostrare come in realtà la compagnia era in forte perdita.
Ponzi comprò un palazzo con l’aria condizionata e una piscina riscaldata, inoltre si gode la vita sperperando soldi quà e là.


I GUAI
Più o meno qui iniziano i suoi problemi, viene citato in causa da un rivenditori di mobili, inoltre la gente comincia a chiedersi cosa ci fosse dietro.
In quel periodo riusciva a raccogliere 250.000 dollari al giorno.
Ma un redattore del Post, non convinto, ingaggiò un investigatore per fare luce sulla società di Ponzi.
Il Post contatta Clarence Barron, un famoso analista finanziario, per esaminare lo schema di Ponzi. Barron osserva che, nonostante i rendimenti fantastici realizzati dalla Securities Exchange Company.
L’analista nota poi che le attività della Securities Exchange Company avrebbero dovuto mettere in circolazione 160.000.000 Buoni di risposta internazionale, mentre ne risultano in circolazione solo 27.000 e le Poste statunitensi affermano che non ci sono stati acquisti ingenti di Buoni né in patria né all’estero.
Gli articoli negativi causano un’ondata di panico tra coloro che hanno investito nella compagnia.
Ponzi risarcisce $2.000.000 alla folla inferocita davanti il suo ufficio, altri sono convinti dallo stesso a rimanere con la sua banca.
Ponzi non stava accumulando denaro, ma solo le passività: continua comunque a rimborsare gli investitori, cercando di apparire il più onesto possibile.


LA BANCAROTTA E L'ARRESTO
Nel frattempo, Ponzi aveva assunto un agente pubblicitario, James McMasters, il quale presto diventa diffidente dei discorsi senza fine di Ponzi sui Buoni, visto anche il fatto che Ponzi era sotto inchiesta. Va al Post, dove il giornale gli offre 5.000 dollari per la sua storia ed esce con un articolo in prima pagina il 2 agosto in cui si dichiara che Ponzi è sull’orlo della bancarotta.
Il 10 agosto gli agenti federali irrompono nella società e ne ordinano la chiusura, assieme alla Hanover Trust Bank.
Non viene trovato nessuno stock consistente di Buoni.
Il 13 agosto del 1920, Ponzi fu arrestato e condannato per 86 frodi.
In seguito rimpatriato in Italia, morirà in Brasile a 67 anni.

Riepilogando lo Schema Ponzi:
1) Al potenziale cliente viene promesso in tempi brevi un investimento con rendimenti superiori ai tassi di mercato
2) Dopo poco tempo viene restituita parte della somma investita, facendo credere che il sistema funzioni veramente
3) Sparsa la voce, altri clienti vengono reclutati e cadono nella rete.
Si continuano a pagare gli interessi con i soldi via via incassati.
4) Lo schema si interrompe quando le richieste di rimborso superano i nuovi versamenti

Times: "Non c'è dubbio che si trattava di un imbroglione ma a Boston si sposò con una brava ragazza italiana e cercò di mettere la testa a posto. Ed è allora che sono cominciati i guai. Si rese conto che c'erano affari in ballo vendendo francobolli. E mise in piedi il meccanismo che poi, in un certo senso, gli sfuggì di mano. 
Lo schema crollò, la truffa venne scoperta e lui arrestato.
Stranamente, aveva un gran numero di fan che erano indignati dalla sua incarcerazione ed espulsione. 
Nella comunità di immigrati italiani era, per alcuni, sempre un eroe.
La dimensione e l'audacia della sua frode fecero sì che il nome di Ponzi restò legato questo tipo di truffa. 
Ma una ventina d'anni prima l'aveva tentata William Miller, contabile di una compagnia del tè" 


SCHEMA PONZI IN ANNI RECENTI
La frode da 50 miliardi di dollari di Bernard Madoff è considerata come il più grande «schema Ponzi» della storia. 
All’inizio la società di Madoff era piccolissima. 
Il capitale era costituito dai suoi risparmi.
Si trattava di una società di brokeraggio che operava fornendo liquidità a chi voleva acquistare titoli e obbligazioni alla borsa di New York.
Fu una delle prime compagnie a utilizzare i computer per le operazioni di brokeraggio ed anche per questo motivo, nel corso degli anni, riuscì a ritagliarsi uno spazio tra le grandi società finanziarie di New York.
Pare che le attività illegali cominciarono negli anni 80.
La strategia di Madoff era completamente diversa da quella di Ponzi: all’interno della sua società, parallelamente all’attività di brokeraggio, Madoff aprì una sezione di consulenza e di gestione del risparmio.
In questa divisione lavoravano soltanto i suoi familiari e altre persone di assoluta fiducia.
Madoff offriva ai suoi clienti rendimenti garantiti intorno al 10%: cifra piuttosto alte ma comunque lontana dal 400% di cui parlava Ponzi.
Lo slogan proposto era di rinunciare a rendimenti più alti/impossibili per avere rendimenti sicuri.
Quest’idea di “investimento sicuro” fu rafforzata dall'atteggiamento di Madoff,
Chi voleva entrare tra i suoi investitori doveva “conoscere qualcuno che conosceva Bernard”.
Non era uno che pregava la gente di dargli dei soldi: si comportava al contrario come quello che faceva favori alla gente qualora avesse accettato di investire i risparmi di qualcuno. 
Madoff illustrava con calma i rendimenti che avrebbe procurato, garantendo che si trattava di rendimenti modesti ma assolutamente garantiti.
I clienti affidavano a Madoff una cifra da gestire.
In genere Madoff cominciava le trattative dicendo sempre: «Iniziamo da una piccola cifra, poi se entrambi saremo soddisfatti passeremo a qualcosa di più corposo».
In realtà quel denaro non veniva investito né veniva fatto fruttare in alcun modo.
Finiva su un conto corrente della Chase Manhattan Bank, da cui lo stesso Madoff lo prelevava quando i clienti chiedevano la restituzione dell’investimento o i dividendi.
A Wall Street nessuno si fidava di Madoff.
Tutti immaginavano che ci fosse dietro qualcosa di losco anche se nessuno sapeva cosa.
Le grandi banche si limitarono a stargli lontano in attesa che qualcosa venisse fuori.
Le autorità di vigilanza per anni non sospettarono nulla e Madoff passò indenne attraverso alcune ispezioni della SEC (l’autorità garante della borsa americana). 
Tra coloro che si interessarono al suo caso ci fu l’analista finanziario Harry Markopolos che dopo aver passato poche ore a guardare i conti della società capì che dietro doveva esserci una truffa, probabilmente una specie di schema Ponzi.
Markopolos passò diversi anni a cercare di avvertire la stampa e le autorità di cosa ci fosse dietro la società di Madoff, ma senza risultati.
Nel dicembre del 2008 lo schema Ponzi di Madoff si esaurì.
Come era accaduto quasi un secolo prima a Charles Ponzi, gli interessi da pagare ai vecchi clienti erano divenuti molto più alti dei nuovi investimenti, complice anche il crollo della banca Lehman Brothers fallita pochi mesi prima.
Qualche giorno prima di essere arrestato, Madoff pagò un ultimo bonus di produzione a sé e tutti i familiari.
Poi annunciò ai suoi figli che il denaro era finito.
Secondo i legali dello stesso Madoff, furono i suoi due figli a denunciarlo all’FBI e a portare al suo arresto l’11 dicembre 2008.
La sua società fallì pochi giorni dopo.
Gli investitori persero 65 miliardi di dollari e diverse fondazioni benefiche che avevano affidato a Madoff i loro patrimoni dovettero chiudere.
Furono 11 reati commessi e Madoff ricevette 150 anni di prigione. 

sabato 18 marzo 2017

Catene Di Sant'Antonio: Cosa Sono e Chi Ci Guadagna

L'espressione “Catena di Sant’Antonio” è vecchia come il mondo: sostanzialmente, in origine, si trattava dell’usanza di spedire a più persone una lettera anonima che invitava alla recitazione di una serie di preghiere con lo scopo di salvare il mondo.
Queste preghiere avrebbero avuto successo solo se il destinatario avesse poi a sua volta inviato la stessa lettera a un tot numero di persone, le quali a loro volta avrebbero dovuto seguire tutta la trafila: il tutto sotto minaccia di sventure tremende che sarebbero accadute a chi avesse interrotto la “catena”.
Siamo negli anni 50.
Le richieste di denaro arrivarono in seguito.
Tornando molto più indietro nel tempo, pare che Sant’Antonio Abate, scrisse una lettera al duca di Egitto, per intimargli di interrompere le persecuzioni contro i Cristiani, altrimenti la punizione di Dio lo avrebbe ucciso.
Per far sì che la sorte gli fosse favorevole, il duca veniva esortato a spedire la stessa missiva a tutti gli altri notabili che come lui vessavano i credenti.
Il duca d’Egitto ignorò l’avvertimento e cadde vittima del proprio cavallo, che lo disarcionò e lo uccise.
Come accade nell’era dell’Internet, queste catene sono spesso accompagnate da minacce di sventure sempre più terribili per coloro che interrompono la catena, testimoniate da personaggi (ovviamente fasulli) citati con tanto di nome, cognome e luogo di residenza dei quali il mittente narrava le dolorose e raccapriccianti conseguenze a cui erano giunti causa l’interruzione della catena.
Ma più precisamente il nome deriva dallo stesso Santo che intimava le persone che avevano ricevuto del bene a fare altrettanto: ognuno avrebbe dovuto fare del bene ad altre 5 persone e così via.


L'EVOLUZIONE
L’evoluzione, oggi, comporta la libera diffusione di messaggi virali che raggiungono ogni piattaforma social e non: mail, SMS, Social Network, Telegram, WhatsApp, etc.
Appelli per bambini malati di tumore, leucemia, in cerca di donatori di sangue, allarmi per virus informatici, promesse di guadagni facili.
A rendere apparentemente credibili questi messaggi è l’inserimento di allarmi a tutela di bambini, animali, donne e anziani messi in pericolo da situazioni reali (anche se in realtà assurde ed assolutamente inventate).

"Giralo per favore. Bimbo 17 mesi necessita sangue gruppo B positivo per leucemia fulminante, fai girare l’'SMS per favore è urgente. Inviala a tutti i tuoi numeri è importantissimo"

Il risultato è un allarmismo, costruito facendo leva sul senso di colpa che l’utente ingenuo proverebbe se non contribuisse ad allertare a sua volta i propri contatti.
Nel peggiore dei casi, a farne le spese sono ignari personaggi esistenti di cui vengono diffuse foto e generalità, che si ritrovano al centro di indagini e di situazioni grottesche.
Come si sarà capito, queste catene vengono confezionate dagli spammers, per collaudare i propri sistemi di distribuzione delle pubblicità indesiderate.
A volte però la diffusione di queste catene nasce anche da persone ignare del fine che c'è dietro o comunque viene distorta dal passaparola.
In casi come questi il danno è involontario ma è reale, perché in queste catene confluiscono centinaia di indirizzi di e-mail di destinatari, che vengono poi raccolti dagli spammer.
Infine, ma non per minore importanza, ci ritroviamo Catene di Sant’Antonio in cui viene richiesto l’investimento di una somma di denaro all’interno di un gruppo di persone: tale somma avrà un suo percorso che ritornerà all’investitore in forma moltiplicata.
Si parte da 5 euro come investimento (ad esempio) e poi tramite un sistema ingegnoso con tanto di elenchi e nomi da depennare dallo stesso (generalmente il primo della lista, aggiungendo in coda il proprio nome), si dovrebbe arrivare a somme da capogiro (cioè in base alle mail inoltrate ognuno dei contatti investirà X soldi, depennerà il primo nome nell'elenco ed aggiungerà il proprio nome in coda e così via. Gli ultimi pagano i primi della lista).
Questo almeno in teoria.
In realtà, a guadagnarci, saranno solo i primi 2 o 3 che hanno iniziato la catena.


CHI C'è DIETRO?
In casi rari, si è riusciti a risalire al creatore della catena.
È successo, per esempio, con quella del 1997 che prometteva un compenso in denaro, offerto da Microsoft, per chiunque inoltri la catena a un certo numero di contatti: la catena sarebbe infatti un test di Internet Explorer.
Questa fu ideata da Bryan Mack, all’epoca studente nell’Iowa, per parodiare le offerte per fare soldi in fretta su Internet che spopolavano già allora.
Mack la inviò per scherzo ai propri amici, che la diffusero a macchia d’olio.
Alcuni la presero sul serio e da lì nacque il mito.


VARIANTE DELLO SCHEMA PONZI
Esistono inoltre tantissime varianti di catene di Sant’Antonio ma la più famosa è sicuramente lo “Schema Ponzi“.
Si tratta di un idea di Charles Ponzi, italiano immigrato in america, che aveva ideato un modello economico di vendita truffaldino che prometteva alle sue vittime dei forti guadagni a patto che questi ultimi avessero reclutato dei nuovi “investitori”, a loro volta vittime di questa truffa.
Coinvolse 40 mila persone e partendo da una cifra di 2 dollari arrivò ad incassarne 15 milioni.

giovedì 16 marzo 2017

Cos'è Il Vishing? Tecniche Di Difesa

Il termine Vishing (Voice-Phishing) deriva dalla parola Phishing contestualizzata in ambito VoIP (telefonate via internet).
La truffa si diffuse nel 2006 negli USA e in UK ed ebbe il suo periodo di massimo splendore tra 2009 e 2011, anche se è utilizzata ancora oggi.
Il tentativo di truffa viene perpetrato sempre tramite mail, ma in un modo diverso rispetto ai classici metodi di Phishing.


CALL CENTER
Nelle mail inviate a milioni di utenti, infatti, non vengono più riportati links a siti contraffatti, ma numeri di telefono da chiamare per aggiornare i propri dati.
Si tratta di veri e propri call center, con la piccola differenza che sono fake.
Molto spesso questi call center provano a riprodurre numeri di banche ed istituti di credito (Caller ID Spoofing), spacciandosi per essi.


WARDIALING
Come fa il truffatore a procurarsi il nostro numero di telefono?
Usa la tecnica del Wardialing, cioè un sistema che genera numeri a caso partendo dal prefisso telefonico di una determinata area.
Il call center è un ottima mossa per i truffatori, in quanto i dati sensibili sono chiesti direttamente a voce, puntando sul fatto che c'è meno diffidenza nel comunicarle a una persona che opera, apparentemente, per un vero e proprio call center.
Il truffatore attiva un account VoIP in stile Skype e fa partire chiamate automatiche che contattano i target prefissati.
Quando uno di loro risponde, il sistema riproduce una registrazione che comunica un qualche problema sul conto bancario o sulla carta di credito e chiede di chiamare un numero per risolverlo.
Il numero indicato è il numero VoIP: chiamandolo una voce automatica ordinerà d'inserire i propri dati sensibili.


TECNICHE DI DIFESA
Le tecniche di difesa per queste truffe sono abbastanza semplici, se si parte dal presupposto che nessun istituto di credito o banca vi chiederà mai i vostri dati personali (furto d'identità) o sensibili (furto di account e carte di credito).

mercoledì 15 marzo 2017

Spostare Conversazioni WhatsApp Su Un Altro Telefono (Backup)

Per qualsiasi motivo, a volte, si potrebbe avere l'esigenza di spostare le conversazioni di WhatsApp da un telefono ad un altro.
In prima approssimazione va sottolineato che le conversazioni vengono salvate nella memoria del telefono e non sui server di WhatsApp.
Quindi, cambiando cellulare e mantenendo lo stesso numero, le chat non vengono trasferite automaticamente dal vecchio telefono a quello nuovo.
WhatsApp salva la cronologia delle conversazioni sotto forma di file crittografati quindi eseguendo il backup ed importandolo, potrai facilmente ripristinare le conversazioni.


BACKUP
Eseguire il Backup è facile ma varia da Smartphone a Smartphone:
1) Android: Impostazioni> Impostazioni chat > Backup delle conversazioni
2) BlackBerry: Impostazioni> Impostazioni media > Cronologia messaggi
3) iPhone: Impostazioni> Impostazioni chat > Backup della chat (sincronizza con iCloud)
4) Windows Phone: Impostazioni> Backup

Ora hai una copia di backup della chat sulla scheda SD o nella memoria del telefono.
Ovviamente, anche il percorso e il nome del file variano a seconda del sistema operativo (collega il cellulare al PC con un cavo USB per copiarlo):
1) Android: \sdcard\WhatsApp\Databases\msgstore.db.crypt
2) BlackBerry: \SD Card\databases\WhatsApp\messagestore.db
3) iPhone: net.whatsapp.WhatsApp\Documents\ChatStorage.sqlite
4) Windows Phone: \SD card\WhatsApp\WinPhoneBackup


RIPRISTINO CHAT SUL NUOVO SMARTPHONE
Se hai salvato la chat su una scheda SD, dovrai semplice inserirla o copiare i file nella memoria interna ed avviare WhatsApp per la prima volta.
Durante il primo avvio, WhatsApp cerca la cronologia delle conversazioni più vecchie.
Se hai già avviato WhatsApp prima di effettuare la copia, le conversazioni non verranno visualizzate. In questo caso, disinstalla e reinstalla WhatsApp.
Per iPhone, invece, il backup viene salvato nell’iCloud, quindi non dovrai spostare nulla, basta che ti colleghi a internet.


DA IPHONE AD ANDROID
Per spostare le conversazioni da un iPhone a un Android puoi usare l’applicazione WazzapMigrator, che converte automaticamente il database di iPhone nel formato usato da Android.
L’applicazione si occupa di tutto, tranne di estrarre la copia di backup dall’iPhone.
Questo puoi farlo con iPhoneBackupExtractor (Windows).


ITUNES
Per gestire i dati archiviati sui dispositivi Apple è possibile sfruttare iTunes.
Cioè è possibile eseguire un backup usando appunto iTunes.
Il backup effettuato con iTunes risulta comprensivo di dati quali contatti, SMS, foto, video, messaggi, informazioni sulla posizione, dati delle applicazioni in uso e molto altro ancora.
In tal modo, però, non si ha l’opportunità recuperare singoli file estraendoli dal backup.


IPHONE BACKUP EXTRACTOR
Si tratta di un software gratuito ed utilizzabile su OS Windows, Mac e Linux che, una volta in uso, permette di estrarre i file dal backup di iPhone, iPad e iPod semplicemente selezionando quanto d’interesse.
Quindi non solo le conversazioni di WhatsApp.
Il software, dopo essere stato avviato, entra in azione cercando tutti i backup disponibili nella cartella predefinita presente sul computer in uso.
Una volta individuato il backup, iPhone Backup Extractor fornisce l’elenco di tutti i dati disponibili che possono poi essere selezionati singolarmente in modo tale da avviare il processo di recupero.
Il software consente di di recuperare dati quali contatti, foto, elenco delle chiamate, SMS, MMS, video, segreteria telefonica, voci di calendario, note, file delle applicazioni, giochi salvati, informazioni di debug e dati che altrimenti risulterebbero inaccessibili.
Il software converte automaticamente i database dei backup estratti in file in formato CSV, vCard o iCal in modo tale da permetterne l’importazione.

lunedì 13 marzo 2017

La Sec Boccia I Bitcoin: Niente Exchanged Traded Fund (ETF)

I fratelli Tyler e Cameron Winklevoss avevano chiesto alla Sec (autorità di vigilanza dei mercati finanziari americani) di approvare un ETF (Exchanged Traded Fund) per il Bitcoin.
Sostanzialmente un ETF, quotato in borsa, riassume in sé le caratteristiche proprie di un fondo e di un’azione, consentendo agli investitori di sfruttare i punti di forza di entrambi gli strumenti.
Esso permette un investimento di medio-lungo termine, trading anche di tipo intraday e vendita allo scoperto al fine di prendere una posizione ribassista sull’indice benchmark.
I bassi costi di gestione fanno si che l’ETF sia particolarmente adatto anche alla costruzione di un piano di accumulo (PAC) attraverso versamenti periodici anche da parte di singoli investitori.
Gli ETF sono però esposti al rischio che le azioni, le obbligazioni e gli altri strumenti in cui è investito il loro patrimonio, perdano valore.

Ad ogni modo la borsa USA ha avanzato il suo no:
"La Commissione ritiene che i mercati significativi del Bitcoin non siano regolamentati. 
Di conseguenza, la Sec non sarebbe al momento capace di far parte di alcun accordo di condivisione dei poteri di supervisione (sull'asset) rispetto a tutti gli ETF che sono stati approvati in precedenza, aventi per oggetto le materie prime; accordi che aiutano ad affrontare i timori su potenziali pratiche manipolative o fraudolenti"

La Sec ha poi sottolineato che tutti gli ETF approvati in precedenza erano "piattaforme ben strutturate e disciplinate per il trading dei futures come l'oro, l'argento, il platino, il palladio e il rame".
In poche parole il mercato dei Bitcoin sarebbe poco liquido, non consentendo così una formazione trasparente dei prezzi e sarebbe anche non regolato (mettendo a rischio gli investimenti).
Immediata la reazione della moneta virtuale che, dopo aver segnato un record fino a $1.325 superando nelle sessioni precedenti anche il valore dell'oro, è stata affossata scendendo fino a $978,76, con una perdita pari a -18%.
L'effetto è durato tuttavia poco, con il Bitcoin che ha ridotto prima le perdite a -8% per poi tornare a salire sino a $1.200.

Andreas Antonopoulos, uno dei maggiori esperti al mondo della criptomoneta, ha ribadito: "E' un errore misurare il successo dei Bitcoin con l'approvazione da parte di un'industria finanziaria obsoleta. Il fatto di non poter essere sorvegliato e regolato è una sua qualità, non un limite"

Comunque la bocciatura del Bitcoin da parte della Sec ha portato sotto i riflettori diverse criptomonete alternative.
Tra queste, la moneta Dash, che ha già assistito a un forte incremento del proprio valore nelle ultime settimane e che, contestualmente all'annuncio della decisione della Sec, ha assistito a un nuovo rialzo di volumi di trading.
Atre criptovalute stanno guadagnando terreno, come Monero ed Ethereum.
Se è vero che a seguito di questa decisione il Bitcoin mantiene la sua autonomia ed anarchia è altrettanto vero che l'ingresso su un mercato regolamentato poteva rappresentare un passo decisivo nell'adozione di massa della valuta.
Che così rischia invece di rimanere confinata ancora per molto tempo in una nicchia, un mercato poco liquido e quindi anche molto volatile.
A molti investitori speculativi comunque, l' estrema volatilità non può che far piacere: grandi sbalzi possono significare grandi guadagni.